Ho voglia di vomitare senza se e senza ma

Cambiare un Direttore si può. Ma cambiare un Direttore per trasformare un giornale aperto in uno strumento di propaganda è un delitto.

Lo scenario è chiaro. Ci sarà una campagna elettorale lunga uno o due anni, con un sacco di giaguari da smacchiare, uno dietro l’altro.

Con in mezzo, magari, anche le primarie contro Vendola.

Allora, gli strateghi del Partito non vogliono correre il rischio che un giornale “amico” dica a voce troppo alta che le scelte devono essere molto aperte e condivise, e che tutta la nostra gente va ascoltata per bene prima di fare le scelte. E che addirittura occorra fare le primarie di collegio per scegliere i parlamentari.

Stavamo iniziando a respirare meglio, in queste settimane.

Non smettiamo.

Guido Giuliani, Concita, non chiudiamo un giornale aperto al mondo

Nono sono un lettore de L’Unità da molti anni ormai. Dunque, questa storia non dovrebbe riguardarmi più di tanto. Se un giornale non vende, l’editore ha diritto a cercare di cambiare le cose.  E non credo che Concita De Gregorio avrà difficolta a trovarsi un’altra collocazione. Ma queste sarebbero considerazioni valide se questa storia appartenesse davvero solo al giornale fondato da Antonio Gramsci. Al suo editore e ai suoi elettori.

Invece questa è la classica storiaccia italiana. Di quelle che fanno indignare,  sia quando si tratta di destra, sia quando si tratta di sinistra. Quelle storie che non si può far finta di non conoscere come ci ricordano Guido Giuliani e Cristiana Alicata. Sempre le stesse storie, per chi ha memoria.

Perché questo non è un paese normale. Proprio no.

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4 pensieri su “Ho voglia di vomitare senza se e senza ma”

  1. “l’epurazione” nel Pd va avanti dall’esito delle primarie, durante le quali invece si era respirata un’aria di dialogo che mai prima era esistita (e che aveva fatto avvicinare al Pd gente che fino a quel momento avrebbe schifato una tessera di partito).
    si stanno distruggendo con le loro stesse mani e a questo punto, secondo me, l’unico messaggio vero e forte che la “parte buona” rimasta nel Pd potrebbe dare è uscire di comune accordo e in massa da quel partito.
    non illudiamoci, però: se non lo fanno non è perché pensano ancora di poter cambiare qualcosa, ma solo perché per soddisfare i propri interessi conviene sempre abbozzare e seguire la corrente, piuttosto che esporsi.
    allora, da non-più-elettrice-del-Pd-finché-rimarranno-tutti-questi-orrori, chiedo agli attuali (ancora) elettori del Pd: se questa è la situazione, siete proprio sicuri che quella che considerate la “parte buona” sia proprio una “parte buona”?
    considerazioni personali, ovviamente. è che diffido sempre da chi si lamenta ma poi non ha mai il coraggio di andarsene (parlo di dirigenti e persone con cariche politiche, non certo di elettori, i quali, in quanto esterni a certi meccanismi, possono anche sottovalutarli). e ne conosco, a voglia se ne conosco, e mica solo in politica…

    1. Ovviamente, sai che molte cose le condivido. Però non vedo ancora alternative a questo PD, con tutti i suoi difetti. Che ti devo dire? continuo a pensarla come lo slogan di quella maglietta: “Sono Partito Democratico e non torno indietro.”

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