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Hanno ucciso l’Uomo Ragno (ancora)

Quando uccisero la prima volta l’Uomo Ragno avevo diciassette anni.

Da affezionato lettore di fumetti dell’Arrampicamuri,  avevo sempre pensato che se qualcuno fosse riuscito a far fuori il ragnetto sarebbe stato il perfido Doc Octopus, o l’infame Kingpin, o il terribile Goblin verde. Tiè, persino qualche criminaluccio sfigato come l’Uomo sabbia o Testa di Martello, magari assoldato da Jonah Jameson  poteva riuscirci.

E ci rimasi male, quando infilando le cuffie del walkman, scoprì che i colpevoli erano tali 883, una banda musicale  Bassotti in una notte da lupi del bronx (eh?).

Ora l’hanno ucciso di nuovo.

E stavolta le cose sono un tantinello più nere, perché a liquidarlo sono gli stessi autori della Marvel in una saga della serie Ultimate. E questo tranquillizza perché   Spiderman è morto, ma in realtà non è proprio morto del tutto, come dicevano i corvi di Pinocchio, impiccato all’albero dagli assassini.

Tutta roba già vista, a partire dalla fatidica  vignetta in cui la deposizione del ragno morente rimanda all’iconografia cristiana della Pietà. Un cliché impostosi nel fumetto supereroico da ormai diversi anni di cui  abbiamo già parlato sul blog.

Ormai ci vuole poco a uccidere gli eroi, per suscitare pathos e attenzioni dei lettori che, poi, con collezionismo necrofilo, depongono sul loro scaffale gli albetti mortuari. Superman, Robin, la Torcia Umana, Capitan America. E ora Spidey. Amen, una nuova dipartita buona per fare classifica.

E’ facile uccidere i supereroi dei fumetti?

A dire la verità, tutti sti’ lutti non è che mi affascinino poi tanto. Sono cadaveri grafici che puzzano di marketing narrativo dozzinale. E mi chiedo perché i giovani cartoonist, ormai esperti in quest’arte del becchinaggio fumettistico, vengano celebrati come geni.

Uccidere gli eroi (come recitava il titolo di un bel saggio di Daniele Barbieri di qualche anno fa) è facile. Difficile è crearli e fargli vivere avventure (in)credibili per tanti anni. Qui stava il mestiere e il talento di gente come Stan Lee, Jack Kirby, Gerry Conway, Chris Claremont o John Byrne. Qui sta la magia che ha fatto grande il fumetto americano di supereroi.

Ma mi rendo conto che parlo come un vecchietto nostalgico. Che vi devo dire? Forse è solo che non ho più diciassette anni e la mia morte dell’Uomo Ragno, sciocca ma orecchiabile, ce l’ho già avuta.

5 pensieri su “Hanno ucciso l’Uomo Ragno (ancora)”

  1. Beh, se mi muore lo Spidey Ultimate in modo definitivo, per chi segue la serie può essere un bel colpo. Bisogna vedere se è a chiusura, o solo un “finale di stagione” (in tal caso tornerà arzillo e pimpante in tempo zero).

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