Storie di supereroi

C’è ancora un bisogno forte di questi personaggi come “franchising” per film e videogame, dove sono più popolari che mai. Ma nell’ambito del fumetto, sembrano “agli sgoccioli”, dal mio punto di vista.

…Quando furono creati negli anni 30, erano meravigliosamente ingenui ed ottimisti. Furono la creazione di giovani autori e, in alcuni casi, adolescenti che abitavano nella “periferia” della fantascienza e che volevano creare idee meravigliosamente fresche e stravaganti.

Questa era la versione della quale mi innamorai quando aveva 6 o 7 anni di età. Mi piacevano perché erano tesori incredibili dell’immaginazione. Aprirono la mia  fantasia a dimensioni dove non era mai andata.

…Negli anni anni 50, vi rendete conto che un editore come Lev Gleason poteva sperare che uno dei suoi titoli di terza fascia, come il  Daredevil originale, arrivasse a vendere 6 milioni di copie in un mese?

Paragonato ai fumetti di supereroi attuali, che  se non sono morti certo non versano in buone condizioni, con giri di vendita terribili e che si rivolgono ad un pubblico tra i 30 e i 50 anni d’età che li comprano per motivi nostalgici… Sono il loro legame con l’infanzia perduta.

Alan Moore, scrittore di fumetti, intervistato da Wired

Il creatore di Watchmen  e di tanti altri capolavori del fumetto supereroico contemporaneo  spiega esattamente perché oggi Spiderman e Superman è più facile farli morire che vivere.

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