Dentro di te

Potresti raccontarmi una storia che parla di te.

Le sai già tutte le storie che parlano di me. C’eri anche tu.

Ma dentro di te hai delle storie che io non conosco.

Cioé, come i sogni?

Per esempio. O anche le cose  a cui pensi.

Cormac McCarthy, La strada

Ecco, se un giorno trovassi il coraggio per scrivere un romanzo (si vabbeh), mi piacerebbe che fosse autentico e profondo come la fiaba di McCarthy, così spietata e – per paradosso – così ottimista.

Forse solo un’altra storia padre/figlio mi aveva così tanto toccato in passato, un manga straordinario di Kazuo Koike, Lone Wolf and Cub.

Allora, ricordo, mi identificavo con il figlio più che con il padre. Mi piaceva perdermi nelle scene di lotta del prode samurai, lo guardavo in fondo con la stessa ammirazione con cui lo guardava suo figlio.

Leggendo La strada, invece, pagina dopo pagina, sono finito per vivere ogni scena con gli occhi del padre, il suo coraggio, la sua abnegazione, il suo disperato tentativo di preservare l’innocenza del figlio in un mondo che l’innocenza l’ha persa.

E, dopo aver pensato tutto questo, sono tornato a guardare il pancione della mia compagna.

Porca miseria, mi sono detto, ancora devi uscire fuori e già mi hai cambiato la vita, piccola canaglia!

p.s.

grazie al lettore più attento di questo post che mi ha segnalato che, invece che Cormac, avevo cambiato il nome dello scrittore in Corman. Che era anche lui un grande (Roger) ma se avesse scritto La strada, ci avrebbe infilato di sicuro qualche vampiro.

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10 pensieri su “Dentro di te”

      1. è comunque ben augurante 😉
        e visto che mio nipote non si chiamerà TonyStark (tutto attaccato: il cognome è un altro!) potresti darmi soddisfazione tu!

  1. “La strada” è un romanzo di rara bellezza. Ogni parola ti entra dentro e ti squarcia, nel bene e nel male. Lo lessi durante un’influenza che ancora me lo ricordo: altro che aspirina. Il sollievo era continuare a leggere McCarthy.

  2. i figli te la cambiano la vita, senza mezze misure! 😀
    del secondo avevo due nomi, scelti dal fratello. uno era rocky – da stallone – l’altro francesco – dal poverello d’assisi. inutile dirti quale è stata la scelta definitiva…
    non ho mai letto nulla di corman mccarthy, mi riprometto di farlo a breve. inizierò proprio con quello citato da te! 😀

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