Lo scroll e l’arte di manutenzione dell’ironia

Vabbeh di Makkox si è detto, ma ci torno su perché la lingua batte dove il cuore vuole.

Tra i molti talenti di Marco D’ Ambrosio c’è quello di elevare nelle sue vignette digitali lo scroll, da semplice gesto materiale, atto a scorre le pagine sul video, a vera e propria strategia narrativa.

In pratica, Makkox  gioca, attraverso lo scroll, sulla dinamica in campo/fuoricampo propria di tutti i linguaggi d’immagine, dalla pittura alla fotografia, dal cinema al fumetto adattandola ai ritmi e ai formati del web.

La conquista/perdita di centimetri da una inquadratura all’altra diventa un meccanismo progressivo attraverso cui arricchire la storia di significati, situazioni, emozioni.

Naturalmente D’Ambrosio non è il primo a farlo in rete, anzi si può dire che lo scroll  sia – sin dagli esordi dei web-comics  – uno dei tratti espressivi più originali del fumetto digitale. Già Scott Mc Cloud nel suo saggio-pensiero-narrazione Reinventing Comics aveva teorizzato che internet fosse il luogo perfetto per praticare degli infinite canvasovvero dei racconti di una sola pagina,  pressoché “senza fine”. E il dibattito su questa potenzialità resta tutt’ora aperto, con progetti interessanti come Verticalismi.

Makkox, per esempio nella vignetta dedicata al discorso di Pierluigi Bersani di sabato, dimostra come lo scroll possa essereil luogo in cui autore e lettore s’incontrano. Nel senso che ci spinge a muovere il cursore sulla base di una complicità visiva che è anche emotiva, sentimentale.

Guardare la “duna bianca” che ci viene proposta come prima inquadratura (dall’alto), per svelarne il significato, dobbiamo scorre la pagina fino ad abbracciarne una porzione abbastanza ampia, tale da identificare la forma bianca contornata  come “fumetto”. Solo a quel punto, l’assenza di parole dentro alla nuvolona ci consentirà di cogliere quel “bianco” come significato.

Ma per arrivare a quel punto, non dobbiamo solo padroneggiare il linguaggio del fumetto, dobbiamo anche cogliere il rimando alla cronaca e alla politica.

Il tutto si gioca su una equazione paradossale, ferocemente ironica verso l’eloquio inpolitico di Bersani: la forma piena del fumetto sta al vuoto pneumatico che racchiude, come il discorso del segretario del PD sta alla sua chiarezza di linguaggio, nonostante il fiume di parole che utilizza per annegare i concetti.

Più scrolliamo, più la quantità di particolari ironici (il “bon” del segretario, un apostrofo rosa tra “comunicabilità” e “incomunicabilità”) arricchiscono il senso dello sberleffo satirico. Makkox mostra che la verticalità dello scroll può essere qualcosa di più che un  semplice scorrere, può essere uno scavare nella storia, nei suoi significati, nelle sue sfumature.

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