Santa Claus non conosce stagione

Si avvicina il Natale e questo piccolo blog, come sempre, si decora e posta alla bisogna per le festività con tanto di Babbi  Natale pasciuti e rubicondi come quello qui accanto.

Qualcuno dirà è: il Babbo Natale della Coca Cola. In effetti sì, quella del Santa Claus stars & cokes è una storia visiva che la colossale macchina dell’advertising ha imposto, non solo alla sfera degli acquisti, ma all’immaginario natalizio tout court.

Come è accaduto? Lo racconta con tanto di dovizia d’immagini, la stessa multinazionale di Atlanta sul suo sito ufficiale.  All’inizio degli anni Venti del secolo scorso, la bibita con le bollicine poteva contare su vendite fortissime in estate, quando la calura attanagliava alla gola gli americani, ma crollava invece l’inverno (ma dai?), quando il freddo rigido faceva pendere il bicchiere dalla parte del whisky e del grog.

I manager della Coca Cola pensarono bene che la pubblicità (settore allora in ascesa nelle pratiche narrative del consumo) potesse venire loro in aiuto. Così venne lanciata una campagna con uno slogan piuttosto semplice (allora le mitologie di Barthes e i bizantismi linguistici erano ben lontani  dalla pratica di grafici e copywriter) ma di sicuro impatto:

Thirst Knows No Season – La sete non conosce stagione

Pensateci:  a ben vedere nella sua banalità, questo slogan narra di una società disposta a cambiare. Raccontare che il gusto non segue, necessariamente, la tradizione, suggerire che è il bisogno individuale  (e non l’abitudine del calendario) a definire le scelte,  corrisponde a una visione delle cose che è tipica delle società dei consumi.

Quella società opulenta, fiduciosa nelle sue promesse di benessere in cui siamo cresciuti e che forse ci stiamo lasciando alle spalle. Una civiltà pasciuta come il Babbo Natale messo a guardia del suo Natale infiocchettato.

La vera intuizione della Coca Cola fu infatti, a livello visuale, di legare – qualche anno dopo – la campagna invernale all’effige di San Nicola che, mentre compie il suo generoso dovere di slittatrasportatore di regali, si dissetta egli stesso con la fatidica bottiglietta di Cola.

Ci volle l’intuizione e ci volle la matita adatta per raccontarla: Haddon Sundblom. Ma questa, come dicono quelli bravi è un’altra storia, o meglio un altro post. Il prossimo.

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1 commento su “Santa Claus non conosce stagione”

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