Molto di più

A volte è il singolo elemento a rendere il racconto interessante.

Prendete la foto qui sopra. Non so chi sia l’autore:  è stata scattata a Valencia in Spagna , qualche settimana fa, durante gli scontri di piazza  tra polizia e studenti universitari e diffusa su twitter.

Ora, se la dovessimo giudicare dal punto di vista formale, ci sarebbe poco di cui parlare. L’immagine è piuttosto piatta, priva di qualsiasi originalità. Ma poi c’è quel libro, piazzato in faccia al poliziotto in tenuta antisommossa.

Quel libro schiaffato in faccia anche allo spettatore, se vogliamo, posto com’è al centro dell’inquadratura. E quel libro, quel singolo elemento, riesce ad accendere l’immagine: le dà un senso.

Naturalmente di quale senso e di quanti significati questa storia si porti dietro, potremmo discutere.  Per quel che mi riguarda, no so se la contrapposizione concettuale tra un certo “ordine” (costituito) e una certa “cultura” che il contrasto visivo “casco” versus “libro”  suggerisce, corrisponde davvero a ciò che sta accadendo in Spagna in questi mesi.

Ma so che, dal punto di vista visivo, quel contrasto fa la storia. Le offre una dignità di racconto che altrimenti non avrebbe.  Ci rimanda a un intero immaginario. Per esempio, alla celebre foto del 1967 di Bernie Boston.

Il ragazzo che mette fiori in un fucile: un racconto da Pulitzer che segnò un’epoca. Certo, in quel caso era evidente che, artefatto o spontaneo che fosse, il gesto figurava come la plastica rappresentazione di un universo di pensiero. C’erano dentro la libertà sessuale, il femminismo, la beat generation, il pacifismo e tante altre cose non sovrapponibili ma comunque aggregabili in un sogno generazionale di cambiamento.

Oggi, i piccoli e grandi movimenti di protesta che albergano nel ventre pasciuto e inquieto dell’Occidente, da Occupy Wall Street agli Indignados, non sembrano avere (o avere ancora) una capacità di racconto così forte.

Per ora, istantanee come quella da cui sono partito sembrano solo dirci che c’è molto di più che “ottusa” rabbia sociale là fuori, o almeno c’è anche una disperata voglia di raccontarsi.

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Un pensiero su “Molto di più”

  1. probabilmente avrei avuto timore a compiere un gesto simile. ma ripensandoci gesti così li fai perchè il momento è particolare, perchè sei convinto che chi ti fronteggia abbia un’anima… forse!

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