Tu forse domani

Io non so se la riforma del lavoro che il Governo sta per varare sia positiva o negativa. Non so se sia roba di destra o di sinistra.

So quello che ci continuano a dire. Che bisogna togliere qualche diritto a qualcuno che ne ha troppi, per dare qualche diritto in più a chi ne ha pochi, quasi nessuno.

Dico d’accordo, anche se per quel che mi ricordo le grandi storie di civiltà (la fine della schiavitù, il suffragio universale, etc.) raccontano di un ampliamento dei diritti  a chi prima ne era escluso, non togliendoli a chi già li aveva.

Ma vai a sapere. Mi ricordo solo quello che mi raccontava mio nonno che faceva il muratore a Roma cinquant’anni fa.

La mattina presto si recava a Piazza Vittorio, vicino alla Stazione Termini, con tanti altri muratori come lui. Arrivavano “i caporali” con le camionette e sceglievano.

Dicevano: tu si, tu no, tu forse domani.

E al “domani” potevi star certo che potevi togliere il “forse” se  facevi storie sulla paga o sulle condizioni di lavoro. Se ti facevi la fama di essere un rompiscatole. Se semplicemente alzavi gli occhi una volta di troppo di fronte al “capoccia”.

Cinquant’anni dopo, ho visto accadermi le stesse cose, mentre facevo l’operatore in un call center.

Ecco, so solo questo. Che è una vita difficile quella appesa al “tu forse domani”. E chi non l’ha mai provata sulla sua pelle, non dovrebbe avere il diritto di scegliere per gli altri. Tutto qui.

 

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2 pensieri su “Tu forse domani”

  1. è negativa Marco, molto negativa: in pratica, il cambiamento sostanziale e peggiore, è che puoi essere licenziato per motivi economici. Se poi questi non vengono riconosciuti dal giudice, non c’è più il reintegro, ma, al massimo, l’indennizzo tra le 15 e le 27 mensilità in base alle dimensioni dell’azienda. Ovvero: ti licenzio come voglio perche’ so che tanto non ti reintegrano….
    spero che il pd si opponga in massa a questo scempio, e non i soliti giochini fra veltroniani, bersaniani, ex-popolari…. Su questi temi bisogna avere una linea univoca e, possibilmente, a difesa del lavoratore…altrimenti lasciamo perdere…

  2. e, come ha detto alessandro, anche i licenziamenti senza giusta causa – per chi alza troppo la testa, chi fa attività sindacale – passeranno per licenziamenti dovuti a motivi economici. sicchè guai agli invisi, guai a quelli che vorranno ribellarsi, anche se voglio vedere dove sono finiti quelli così, chè se uno ha un lavoro, anche sottopagato, anche da vessato, il lavoro se lo tiene stretto!
    qui al sud ci sono ancora le piazze e i caporali. solo che adesso sono cambiate le persone: il loro colore, la loro lingua è un’altra.

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