Dove siete?

Leggo che se ne è andata Miriam Mafai.

E penso che la Mafai, comunque la si vedesse, era una che ci metteva la faccia. Quella faccia da eterna tartaruga con le lenti spesse così.

Una che si è battuta, dal primo all’ultimo giorno della sua vita, per le cose in cui credeva.

Con le armi in cui credeva: le parole.

Come giornalista. Come scrittrice. Come politico. Come intellettuale.

Intellettuale, sì, intellettuale. Parola in disuso. Terribilmente vintage. Così antiquata da suonare anacronistica. Dici intellettuale e vengono in mente Gramsci e Brecht, fossi matto.

Dovessero pensare che con le tue storie, con le tue poesie, con i tuoi saggi, con i tuoi film, con la tua musica, tu voglia cambiare il mondo. O almeno raccontare che un mondo diverso è ancora possibile sognarlo.

Non sia mai. Al massimo protesti perché nessuno tocchi l’erba del tuo giardinetto. Al massimo del minimo sforzo ( e lo dico con serenità, visto che percepisco anche io due soldi di diritto d’autore ogni tanto).

Ecco. Miriam Mafai se ne è andata. Ma ovunque sia ora, sono convinto che si trovi dalla stessa parte. Sempre e per sempre.

Tutti gli altri, invece, mi chiedo: dove sono? Dove siete?

5 pensieri su “Dove siete?”

  1. a me non era simpatica. era “troppo” PD (non ho fatto delle linguacce, intendo proprio pd, il partito democratico). mi permetto di dire che, nonostante la sua buona fede, alcune delle sue posizioni erano di “maniera”.
    e quando le si faceva notare che ciò che affermava poteva essere in contraddizione col suo essere di sinistra… la buttava un po’ in “caciara”…
    però senz’altro era una di indubbia moralità. una più conforme alla prima repubblica piuttosto che alla seconda (o la terza…).

    1. Guarda Giordano potremmo discuterne fino al 2050. il fatto è che queste persone, si chiamassero Foa, Mafai, Tabucchi o Bobbio (quindi, sto dicendo, con posizioni e ruoli anche molto diversi) avevano un senso dello Stato e del paese che non c’è più. O che almeno non vedo nei giornalisti, negli autori, delle generazioni successive. Per me l’esempio chiaro è stato il berlusconismo: in prima fila a contrastarlo non c’erano cinquantennni rampanti ai vertici di comando ma gente come biagi e montanelli a fine carriera. mica santi, ma gli unici a potessi permettere di tenere la testa alta e trarne le conseguenze. Ecco quello che cercavo di dire, a mio modo

  2. a me piaceva, penso che possedesse molto il senso dello stato e poi ha scritto cose molto vere e molto belle sulla condizione delle donne in italia.

  3. l’ultima volta che l’ho vista e sentita è stato qui a trani, per i dialoghi. una donnina minuta piena di forza e di idee. non sono d’accordo con giordano sul suo essere troppo pd, anzi! le critiche erano spesso dure e sempre costruttive, verso quel partito che dall’essere una fabbrica di ideali nobili è finito per diventare un luogo di replicanti con tanti difetti di fabbricazione. la cosa che mi piaceva di più di miriam mafai è il suo essere stata concretamente femminista, senza quella rivendicazioni fumose e velleitarie che non hanno fatto bene al movimento negli anni 70 e hanno prodotto il nulla in questi tristissimi anni. è andata via una intellettuale vera.
    hai scelto una canzone bellissima per documentare il tuo post…

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