Grilli parlanti e ladri di biciclette

Avete presente Ladri di Biciclette di De Sica? In una delle prime scene, il protagonista cui hanno appena rubato quella due ruote così importante per lavorare e sopravvivere, entra in una sezione di partito a chiedere aiuto.

La battuta scontata è che, a rigirarla oggi la sequenza, vedremmo il protagonista che entra nella sezione di partito e ci trova la bicicletta rubata. Aldilà di ogni ironia, in una certa fase della vita del nostro paese, i partiti politici – oggi tanto bistrattati – hanno contribuito alla grande narrazione collettiva del paese.

Ci penso, mentre leggo i commenti di tanti esponenti del PD e di altre formazioni tradizionali al successo del Movimento 5 Stelle. La parola che ricorre è “sintomo”. Spesso, la definizione si accompagna a giri di frase in cui emerge accompagnata dal termine “malessere”.

Sapete quale è la cosa curiosa? Che se spulciate nei giornali di qualche anno fa trovate gli stessi commenti a proposito del successo, una volta della Lega, una volta dell’IDV, etc. Cioè di tutti quei movimenti “populisti”, che in fasi diverse intercettano l’insofferenza sociale verso i partiti classici. La scoperta dell’acqua calda se volete. Non bisogna aver studiato politologia per sapere che se un’offerta politica non funziona, la domanda di cambiamento viene raccolta da qualcun altro.

E’ vero che, come denunciano tanti commentatori avvertiti, da Michele Serra al mio amico di blog, Marco Campione, questi movimenti di pancia sono sempre pieni di contraddizioni anche violente, di facilonerie e demagogia a buon mercato.  Però in questo modo di raccontare “the others”, i nuovi arrivati, come se fossero una malattia anti-sistema c’è un’incapacità cronica di chi nel sistema già c’è di (com)prendere sul serio le ragioni del disagio.

Perché se il grillismo è “sintomo”, la malattia è dentro i partiti non altrove. Il movimento scomposto delle 5 stelle è la risposta all’immobilismo delle 5 forchette: una classe partitica di vecchi tromboni capace solo di ruberie e sprechi inenarrabili.

Soprattutto, incapace di raccontare un futuro a questa società che vada più là dei 6 mesi di scadenza di un BOT,di un contratto interinale, di un affitto in nero. Altro che ladri di biciclette, ladri di speranza.

4 pensieri su “Grilli parlanti e ladri di biciclette”

  1. condivido pienamente il tuo post! come si può pensare a se stessi sempre come il meglio possibile? significa non avere – o non volerne avere – cognizione di causa. gente così meriterebbe la totale dimenticanza e chissà se il tempo non ci aiuti!

  2. sono tendenzialmente d’accordo con te.
    circa grillo, lo seguo con curiosità dall’inizio della sua venuta.
    per molto tempo, una volta superato il fossato che me lo faceva considerare un demagogico populista potenzialmente violento, mi sono accorto di pensarla come lui circa moltissime questioni pratiche (tav, gestione dei rifiuti, energia, ecc)…
    il problema però è che ultimamente le sue uscite mi stanno piacendo sempre di meno (mafia, la lega che non è poi così male, ecc).
    dunque mi interrogo…

    1. Io giordano il fossato non riesco a superarlo. Nel senso che vedo in quello che dice altrettante contraddizioni di quelle che denuncia. Ma resto dell’idea che un conto sia Grillo e un conto sia la sensibilità che si sta coagulando intorno al movimento 5 stelle. Quelle mi interessa capirle.

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