Dove eravate?

Non dico che sia l’unico criterio per capire quanto una storia conta per te. Quanto ha significato.

Ma io il giorno che hanno fatto saltare in aria Giovanni Falcone, me lo ricordo come fosse ieri. E’ uno di quei giorni che non passano mai davvero.

Come per Via D’Amelio, ricordo il posto in cui mi trovavo, le sensazioni che provavo, la persona con cui le ho condivise in quel momento. Il senso di smarrimento su tutto.

E non è per fare il bastan contrario o l’anticonformista, ma oggi che tutti fanno a gara per commemorare quella giornata, mi verrebbe da chiedere a molti di quelli che si battono il petto sui giornali,nelle tivvù, nelle radio, nei palazzi di giustizia e in quelli della politica: dove eravate quel giorno?

Penso che basterebbe questo banale esercizio di memoria a misurare l’autenticità della commozione di oggi. A smascherare gli ipocriti e gli sciacalli. A distinguere uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà.

A restituirci il senso di questi vent’anni. Che per alcuni sono stati un’eternità, per altri un soffio, per altri ancora si sono fermati su quel pezzo d’asfalto stuprato, tra quei corpi fatti a brandelli.

17.56 e 48 secondi.

4 pensieri su “Dove eravate?”

  1. io, che allora frequentavo le scuole medie, ricordo la sensazione “strana” che può provare una bambina che non ha ben chiaro il clima politico in cui vive, di fronte a quella notizia sentita la sera, rientrando in casa. ricordo la percezione, forse per la prima volta nella mia vita, che quei fatti stavano accadendo nel mio paese. ricordo la parola “guerra”. non so se al tg avessero fatto qualche commento in proposito a guerra allo stato, o alla mafia, o se abbia rielaborato io i fatti in un’ottica infantile di bene e male, però i miei ricordi sono questi: io in piedi, in salotto, davanti alla tv e le parole “strage” e “guerra”. le immagini, l’auto, l’asfalto divelto… quelle sono venute solo dopo e sono certa che non appartengano a quel giorno. Io quella sera ho preso coscienza di avere paura.

  2. Non ricordo dove fossi il giorno di Capaci, ma ricordo le sensazioni come fosse ieri. E ricordo sia dov’ero sia come mi sentii quando, non molto tempo dopo, arrivò la notizia di via D’Amelio…
    A parte questa riflessione personale, condivido totalmente quello che hai detto: l’ipocrisia la fa da padrona, in occasione di queste celebrazioni e di questi ricordi…

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