A Cesare quel che è di Cesare

Peccato. A livello agonistico, c’è poco da dire quando te ne fanno 4.

Ma a livello sportivo è un altro paio di maniche.

E’ stata una delle migliori “Italie” che mi sia capitato di vedere, da quando seguo il calcio. Diciamo dai tempi di Italia ’90, perché nel ’78 mi interessavo solo di Barbapapà e del ’82, ricordo bene soprattutto nonno Sandro in tribuna con la pipa.

E’ stata una delle imprese tecniche più sorprendenti cui mi sia capitato di assistere, a parte la vittoria di Michael Chang agli Open di Francia di tennis un secolo fa. Sfido a trovare un solo commentatore di qualche valore che ci desse in finale a inizio torneo.

E’ stata la bella storia di Cesare Prandelli da Orzinuovi. Che forse non sarà, come dicono quelli che se ne intendono, “un vincente” però è una gran brava persona, tanto da meritarsi, non solo per marketing calcistico, di essere parodiato su Topolino come Mister Pratelli.

Anche stasera, Prandelli ha dimostrato di che pasta è fatto nel rincuorare i suoi ragazzi, dopo la sconfitta. Cercando per ognuno le parole giuste. Senza alibi facili, senza scorciatoie italiote.

Perché riconoscere il merito degli altri non vuol dire svilire il proprio.  E, forse più di tutti, imparando da Prandelli, mi auguro che i pennivendoli nostrani nelle prossime ore non imbrattino i giornali con inutili analisi  della  partita giocata dall’Italia e nemmeno che celebrino gli sconfitti come “quasi eroi”.

Bravi i nostri, ma riconosciamo il valore della squadra che avevamo di fronte.

Perché non si vincono due titoli Europei e un Mondiale di seguito, senza merito assoluto. Non lo si fa – vado a memoria sperando di non sbagliare – per tre volte senza subire mai goal tra quarti, semifinale e finale, se non si è stratosferici. Perché in quella squadra giocano campioni quali Casillas, Iniesta, Fabregas, Xavi Alonso…

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. E a ciascun Cesare, il suo.

4 pensieri su “A Cesare quel che è di Cesare”

  1. Ben scritto. Non seguo praticamente mai il calcio. Questa volta ho seguito le partite grazie al nipotino. Sarei stato contento se l’Italia avesse vinto. Ha vinto l’Europa del sud contro il nord che non può sempre dettar legge.

  2. a me è bastata la gatta da pelare che hanno lasciato in eredità ai germanici! e sono di quelle che il calcio non lo segue, ma questa squadra messa su da prandelli sembrava azzeccata. lui è senz’altro un signore.

  3. Mi unisco al tuo pensiero. Prandelli è stao il vero protagonista di queste giornate. Speriamo che gli diano spazio e lo lascino lavorare.
    E magari riuscirà anche a far capire che per essere la Spagna (o la Germania, perché l’abbiamo battuta ma è una grande squadra) si devono coltivare i vivai, far giocare e crescere i giovani, e non spendere tutti i soldi soltanto per comprare campioni (e a volte bidoni) all’estero.

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