Tutte le emozioni, minuto per minuto

La cosa che mi ha sempre colpito è l’educazione con cui s’interrompevano l’un l’altro, quando dovevano annunciare un goal.

Era tutto uno “scusa, Ameri…”, “Scusa, Ciotti”, “Attenzione Provenzali…”. Quasi che, persino nel momento topico del racconto radiofonico, il più spettacolare, il più sentito, il cronista non dovesse perdere la sua sobrietà, la misura delle cose.

Questo è stato, per molto tempo, Tutto il Calcio minuto per minuto. Grazie a Guglielmo Moretti, Nicolò Carosio, Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Beppe Viola, Everardo Dalla Noce, Carlo Nesti, Massimo  De Luca, Roberto Bortoluzzi,  Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti e tanti altri. L’idea che si potesse raccontare lo sport popolare per eccellenza del nostro paese, con competenza ma anche educazione. Insomma, con stile.

Perfino gli eccessi coloriti di linguaggio di quegli interpreti in punta di microfono, con il senno di poi,  sembrano acqua di rose, paragonati alle sguaiatezze attuali dei “microfonari” privati, proliferati come funghi con l’avvento della tivvù commerciale e delle radio locali. Oggi è diventato normale dire di due giocatori che si affrontano in corsa, contendendosi la palla:

“fanno a sportellate.”

E’ normale definire un tiro potente  dalla distanza:

“un siluro, un tracciante…”.

E’ normale urlare come degli esagitati, per sottolineare il goal della propria compagine – scimmiottando l’altrui folklore – e, invece, riferire di quelli avversari, come se fosse un de profundis.

Ecco in questo decadimento macchiettistico, in questa tendenza smargiassa all’esagerazione, si capisce la differenza tra il compassato mestiere di  fabbricanti di storie sportive di Tutto il calcio minuto per minuto e la pletora contemporanea di pseudopiazzisti del goal.

Soprattutto, senti nell’etere la distanza tra chi riusciva a raccontare la partita con la sua voce e chi oggi, nemmeno con l’ausilio di mille arzigogoli tecnologici, riesce a restituirti il senso di una sola azione. I radiocronisti veri vanno sparendo purtroppo, i più ormai si limitano al mestiere di telecronisti senza immagini, condannati a riempire con iperboli calcistiche sproporzionate il vuoto pneumatico tra un replay e un highlight.

Ecco, perché oggi ricordo con affetto Alfredo Provenzali, una delle voci storiche di Tutto il calcio minuto per minuto, che  ci ha lasciato. Ma  con tanti bei ricordi nell’orecchio, minuto per minuto .

Un pensiero su “Tutte le emozioni, minuto per minuto”

  1. era uno di famiglia, così assiduo com’era nelle nostre case che avevano solo la radio! ( almeno la mia quando ero bambina! )
    ot mi dispiace, ma dovresti ritirare una ” patata bollente ” da me!😀

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