Il cugino di “Mandrache”

Da piccolo adoravo andare in edicola per le “buste sorpresa”. Contenitori all’apparenza misteriosi in cui gli editori stipavano giocattolini scemi, albetti da colorare e vecchi fumetti.

Loro liberavano fondi di magazzino. Io liberavo la mente, scoprendo mondi e avventure entusiasmanti.

Ho letto così, nelle vecchie edizioni dei fratelli Spada e della Rizzoli, di eroi come Flash Gordon, Tarzan, Mandrake (Alla romana “Mandrache”) e soprattutto  di un personaggio che ha passato da un pezzo gli Ottanta. Il 17 febbbraio 1936 veniva pubblicato, infatti, per la prima volta sui quotidiani americani, The Phantom – L’Uomo Mascherato.

Oggi a raccontarlo il concept dell’eroe fa quasi sorridere: un tizio che se ne va in giro in calzamaglia attillata e mascherina, adorato come un dio dagli indigeni della giungla del Bengalla, improbabile stato africano da operetta.

Eppure, se non proprio il padre di Batman e Spiderman , certo Phantom va considerato l’antesignano dei paladini mascherati  del fumetto. E di sicuro è il cugino del mago Mandrake, visto che il papà comune è lo scrittore di fumetti Lee Falk, supportato alle matite – nel caso di Phantom – da Ray Moore.

La genialata di Lee Falk fu soprattutto di rivelare al lettore, fin dal principio, che di Phantom non ce n’era uno solo. Come i notai e i farmacisti, gli “Uomini mascherati” si tramandavano di padre in figlio costume e mission eroica.

Ecco perché L’Ombra che cammina era considerata  un mito per le tribù del Bengalla e per i suoi fan. C’era la fiducia assoluta che “morto un mascherato” se ne fa un altro.  Che il bene rinasce sempre in qualche forma, tanto da apparire invincibile.

Gli americani, che si affezionano a tutto, perfino ai miti dei fumetti, hanno di recente tentato di rilanciare il brand con una miniserie tv, dopo che qualche anno si era tentata, senza grande successo di botteghino, anche la via del grande schermo. E’ andata male.

Ci penso, mentre mi rigiro fra le mani un vecchio numero de L’Uomo Mascherato, appena scovato su una bancarella di fumetti usati.  Lo compro per pochi spiccioli. Purtroppo ormai le giungle in giro sono rimaste poche. E di Phantom quasi tutti si sono dimenticati. Peccato.

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