Uan (1/2) men sciò

Da qualche tempo il cucciolo siede a tavola con noi.

Non si può dire che mangiamo assieme.

Il suo afferrare tutto quello che gli capita a tiro (tovaglia, forchetta, brocca…) e l’imbrattarsi con  il cibame in cui riesce a immergere le manine lillipuziane, ha più a che fare con l’arte d’avanguardia che non con un pranzo regolamentare.

E’ una roba a metà tra la pop art di Andy Warhol e l’action painting di Jason Pollock, dove al posto della leggendaria zuppa Campbell, basta un anonimo puré per creare audaci ghirigori sugli abiti propri e su quegli di mamma e papà.

E va bene che la pediatra ha detto:

Lasciatelo sperimentare… Deve sviluppare un suo rapporto con il cibo…

Che tanto, tanto, a casa tua non c’è problema.

Ma, quando invece sei ospite di parenti e amici, o circoli con cabina armadio a rimorchio dell’auto, oppure arriva un momento in cui la libertà d’espressione cibaria del cucciolo finisce, dove inizia la tua di non sentirti sempre il peggior  zozzone impataccato del circondario.

In questo caso, il tira e molla del cucchiaio tra te e il pargolo  diventa uno sport degno di figurare tra le discipline delle prossime Olimpiadi.

Uno scontro di volontà titaniche dove tu cerchi di contrapporre paterni sorrisi a ringhii di caparbia rivendicazione di un esserino che a nove mesi, già pretende di autodeterminarsi, manco fosse la Russia al  Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Con l’aggravante che mentre a te, il diabolico poppante, offre rabbiosi gesti di protesta, agli altri commensali e astanti sparge angelici sorrisi e teneri ammiccamenti che mandano tutti in brodo di giuggiole.

Oddio che dolce! Che tenerezza! Ma quant’è buono!

Ecco là che agli occhi del mondo libero, tu sei l’aggressore e lui l’aggredito. Tu Saddam il dittatore e lui l’inerme Kuwait invaso.

Perché fa piangere quell’angioletto? Chiamate Telefono azzurro! Convocate i Caschi blu!

Che lo spettacolo sia di sicuro impatto, lo dimostrano comunque i sorrisi divertiti che ormai accompagnano stabilmente le nostre esibizioni pubbliche in duo e trio.

E quando, a fine serata, ti trovi a rimuovere seggiolino e bavaglino, a congedarti dal gentile pubblico, ti viene quasi voglia di girare per la sala con il cappello in mano:

Grasssie siòri e siòri, al vostro buon cuore.

2 pensieri su “Uan (1/2) men sciò”

  1. in men che non si dica le rivendicazione del cucciolo saranno di ben altro tipo, purtroppo! allora godetevi la body art associata all’action painting con la buona pace degli astanti!😀 il mio è stato a domicilio coatto nel seggiolone fino a sei anni, altrimenti non riuscivamo a fargli mangiare nulla. era figlio del vento e amava interpretare flash – con tutina rossa e anello! ma noi non eravamo in grado di emulare bolt, in quelle occasioni, e dunque… seggiolone!!😀

  2. Io ho sempre qualche perplessità su queste tendenze pedagogiche “innovative” come quelle proposte dalla pediatra, e son convinto che ogni bimbo il suo rapporto col cibo lo trova, sia che interagisca tramite le mani, o tramite il cucchiaino maneggiato dal genitore.
    In ogni caso, questa fase passerà, lasciando solo bei ricordi in voi genitori.

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