Maledetto orizzonte

Quando per lavoro o per diletto, metto le parole una dietro l’altra, mi viene sempre da chiedermi dov’è la misura.

 Quand’è che una frase è giusta o sbagliata? Quand’è che un testo si può dire davvero finito e rifinito?

Non che esista una risposta valida per tutte le circostanze. In un certo senso, una scrittura efficace dovrebbe rispecchiare l’occasione. Però di nuovo, perché quando rileggo a volte mi sembra di aver detto tutto in quattro frasi e, in altri momenti, mi sembra che non bastino pagine  e pagine?

Cos’è questa ansia  costante che mi spinge a rivedere, a limare, a cercare sempre un’altra espressione? Si può risolvere tutto, parlando di ricerca di stile?  

Me lo chiedo spesso, poi mi capita tra le mani anche solo un brandello di testo di Italo Calvino, e mi rendo conto che è lì, in quella scrittura sempre misurata, sempre adeguata, sempre nitida che le cose trovano un senso. Calvino e non solo: per fortuna di bravi scrittori ce  ne sono stati e  ce ne sono.

Per fortuna e  per sfortuna direi. Perché la loro perfezione diventa la tua dannazione. Come un orizzonte. A volte troppo lontano, a volte terribilmente vicino. Uno splendido, maledetto orizzonte, che non riuscirai mai a raggiungere  ma che non puoi fare a meno di guardare.

8 pensieri su “Maledetto orizzonte”

  1. e tu pensi che calvino non abbia mai strappato un foglio in vita sua?😀 nel tuo caso eccesso di autocritica è la diagnosi. la cura: una pillola di chisseneimporta prima dei pasti principali!😀 in giro c’è tanta immondizia eppure viene venduta! pensa solo a quelle ignobili sfumature che stanno imperversando su tutte le menti distorte delle mie colleghe di sesso!😦

    1. Le sfumature di grigio… già… ma quello a poco che fare con la qualità delle cose. Sono fenomeni di marketing letterario che una volto impongono “il volemose bene” della Tamaro, una volta “il volemose male” di Faletti, una volta “il volemose e basta” di Melissa P. E lo dico senza snobbismo nei confronti degli autori che ho citato. Sono fenomeni che trascendono persino le intenzioni. Sono instupidimenti collettivi in punta di marketing.

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