Che è meglio

Sarà che è da quando ho diciotto anni che porto gli occhiali.  Sarà che non amo il pressappochismo, che cerco di parlare solo di cose che conosco e che ho studiato. E magari a volte eccedo nel tono professorale, nelle profezie da Grillo parlante.

Insomma, il ruolo di pedante Puffo Quattrocchi ci sta tutto.

Però a, a volte, uno qualche sassolino dalla scarpa se lo deve togliere. E, allora, solo perché l’avevo scritto in tempi non sospetti, oggi mi sento di ribadire a chi sentenziava sui fumetti di Zerocalcare, sulle qualità del lavoro di Michele Rech, che quello che sta accadendo (ve lo racconta Luigi Siviero) è un piccolo meraviglioso miracolo per chi ama il fumetto italiano.

A l dil là di ogni disquizione, lo scrive bene Roberto Recchioni:

Michele ha fatto un miracolo nel riuscire a travalicare i confini del ghetto-fumetto per arrivare a un pubblico davvero vasto e differente. Il suo successo non deriva dal fatto che abbia usato Facebook e Internet come mezzo di diffusione della sua roba.
Il suo successo deriva dal fatto che la sua roba è buona e la gente se ne è accorta, anche grazie a Facebook e Internet. Michele è uno a cui guardare. Non uno da cui prendere le distanze.
Se lo sminuite è perché non lo capite e avete paura di quello che rappresenta

E non saprei che altro aggiungere.   Ah sì:

che è meglio.

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2 pensieri su “Che è meglio”

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