Invece mi frega

Sai cucciolo, verà il giorno che qualcuno ti dirà:

Si vabbeh, ma in fondo, che te ne frega?

E può essere che stai parlando con il tuo compagno di banco di quell’altro sfigato, piccolino, a cui i bulli della scuola rubano  i soldi della merenda.

Oppure di una vecchietta che avete visto inciampare sul marciapiede, mentre aspettate il bus dall’altro lato della strada.

Oppure te lo dirà il tuo capo quando gli farai notare gli ammanchi nella cassa dell’ufficio.

Oppure te lo domanderà la tua fidanzata, quando gli racconterai di aver letto che, ogni giorno, per cause legate alla fame, muoiono 24.000 persone in tutto il mondo.

…Ecco in questo e in centinaia di altri casi che sicuramente ti capiteranno come capitano a me, vorrei che trovassi il coraggio di rispondere:

Invece mi frega.

Mi frega dei bambini palestinesi morti a Gaza per via dei missili israeliani.

Mi frega dei bambini israeliani morti a Gerusalemme per via delle bombe palestinesi.

Mi frega che, in un solo giorno, l’Amministratore Delegato di Fiat guadagni quanto un suo operaio di Mirafiori guadagna in un anno di lavoro, se gli va bene.

Mi frega che tu, il figlio dell’operaio e quello dell’Amministratore Delegato abbiate, non dico  gli stessi conti in banca, ma almeno  la stessa percentuale di speranze di realizzare i vostri sogni.

Mi frega che una persona come tuo nonno che ha fatto un patto con la Stato, quarant’anni fa, per andare in pensione a una certa età, pagando regolarmente i contributi, non si ritrovi umiliata – dopo una vita di sacrifici – senza diritti e senza soldi, solo perché qualcuno ha cambiato la legge.

Mi frega che sul succo di frutta non ci sia scritto “50 % di frutta” come se fosse perfino un merito.

Mi frega di tante cose, perfino di andare a votare domenica per una roba che si chiama Primarie e che sarebbe troppo complicato da spiegare cos’è  e a che serve. Anche perché non sono certo di averlo proprio capito.

Quello che so è che “mi frega” del mio prossimo, del mio paese, del mio mondo.

Perché posso dire “mio” solo nel momento che partecipo, che leggo, che penso.

Altrimenti, meglio restarsene su un albero, piccolo mio.  Ma quella, come canta il poeta, non è libertà.  Non è vivere.

7 pensieri su “Invece mi frega”

  1. che ti fossi convertito al don milanesimo?😀
    anche se il cucciolo è ancora cucciolo, inizia presto a parlargli della partecipazione, della vita che va vissuta e non subita. potrai un giorno ” compiacerti ” di avere un figlio che si indigna e che combatte per pretendere un mondo non dico perfetto, ma almeno dove lui possa esserci come persona con la dignità di un lavoro che lo soddisfi.

  2. e un giorno il cucciolo penserà “vorrei essere capace di fregarmene anch’io”, ma non ci riuscirà, e sarà uno di quegli uomini che aiuteranno questo mondo ad essere un posto migliore.

  3. Con le mie cucciole ci ho provato. Credo di esserci riuscito. E qualche volta (ma solo per qualche breve insignificante secondo) mi chiedo pure se ho fatto bene e se questo non creerà loro dei problemi.
    Ma in realtà ne sono tremendamente contento e orgoglioso!

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