L’emozione delle parole disegnate

manuele_fior_5000mila chilometriGuardate questa tavola (un clic per ingrandire), tratta da Cinquemila chilometri al secondo, fumetto pluripremiato di Manuele Fior pubblicato nel 2010.

Ad un occhio distratto (“a prima svista”), le nuvolette dei dialoghi potrebbero sembrare quasi appiccicate in maniera posticcia sull’immagine. La distanza che intercorre tra le figure disegnate ed i balloon del dialogo è sostanziale: tanto il disegno è ricco, denso di colore e d’intensità grafica, quanto i balloon essenziali nel tratto e nella forma.

Eppure, a leggerla vignetta dopo vignetta, la pagina scorre via in maniera perfetta. La percezione di stacco tra figure e nuvolette viene riassorbita nella efficace fluidità del racconto, in una avvolgente logica di scena.

L’effetto di contrasto tra figure e balloon non è maldestro, ma costruito in maniera consapevole come  parte integrante del ritmo, visivo, ancor prima che narrativo, che l’autore ha impresso al fumetto.

Il pieno del colore delle immagini e (a contrasto) il vuoto del bianco nelle nuvolette, gli ingombri dei balloon, la loro posizione all’interno della singola inquadratura, sono studiati per guidarci in un percorso compositivo. Fa tutto parte della narrazione, al pari delle espressioni dei personaggi e dell’allestimento degli ambienti.

E’ un piccolo esempio di che importanza possa assumere una componente, troppo spesso trascurata, quale il lettering nel racconto fumettistico. Al tema, il cartoonist Marco Ficarra ha dedicato il suo bel  Manuale di Lettering, edito da Tunué.

Manuale_di_letteringCome ho già cercato di spiegare, provo sempre un certo pudore, o se volete un certo senso di responsabilità,  a “recensire” qualcosa. Se poi , come nel caso di Marco Ficarra – un caro vicino di blog – ci sono di mezzo stima reciproca ed una sorta di silenzioso dialogo intessuto tra i segni, i percorsi, le idee, la ritrosia aumenta.

Ma, d’altro canto, farei un torto a me stesso, prima ancora che al lavoro del mio omonimo, se non riconoscessi che questo piccolo volume sull’arte delle “parole disegnate” è una delle cose migliori che mi sia capitato di leggere nel 2012 in termini di riflessione/analisi sui linguaggi del fumetto.

Il volume certo può essere letto, e si vede che Marco l’ha progettato in tal senso, come strumento agile e pratico ad uso e consumo di chi guardi al lettering come ad un mestiere. Ma al tempo stesso la forma manualistica si alimenta di un discorso articolato sulla funzione delle parole disegnate di grande interesse per qualsiasi appassionato della materia e, direi pure, per il  lettore di fumetti tout court.

I balloon, i font, le onomatopee, ma più in generale tutti gli elementi che, per usare le parole di Ficarra, nel fumetto costituiscono

scrittura che torna disegno

hanno un valore enorme in termini espressivi.

Riconoscerlo significa, non solo superare certe stantie dispute sulla natura “mista” del medium (immagine più parola e bla bla bla…),  ma arrivare a una più profonda comprensione di come l’emozione del racconto disegnato scaturisca dall’intreccio di componenti tutte diverse… Eppure tutte indissolubilmente legate le une alle altre, come nell’esempio citato all’inizio di Fior.

Il volume non vanta chissà quali pretese teoriche, e non possiede nemmeno il respiro formale del saggio accademico, ma forse proprio perché non aspira, non pretende, non promette, riesce con la qualità e la quantità degli esempi analitici, la storicizzazione e la contestualizzazione delle tecniche,  a offrire un appassionante percorso di riflessione.

In controluce, vi si legge il cammino dell’autore che, nel tempo, ha attraversato le cose di cui parla (grafica, lettering, disegno, scrittura) nel suo lavoro quotidiano e, quindi, non ha paura di sporcare gli assunti teorici con la realtà, e perfino le contraddizioni derivanti dall’esperienza. Si veda, ad esempio, il paragrafo in cui viene raccontato il lavoro certosino, artigianale, filologico, svolto su alcune tavole rieditate di Magnus.

In questo senso, il volume di Ficarra mi ha conquistato perché mi riconosco nell’idea di fondo che un manuale, per essere davvero utile, non possa limitarsi semplicemente a trasferire informazioni ed enumerare metodologie. Anche perché le tecniche e le tecnologie cambiano in fretta e le nozioni si possono apprendere in mille modi differenti.

Ciò che è importante trasmettere è il senso sotteso alle soluzioni espressive adottate dagli autori. Analizzare le scelte  e le interpretazioni di cartoonist e letteristi per quello che sono: il prodotto di una intima ricerca di linguaggio. Insomma riflettere sul “fare lettering” come parte del più ampio “fare Fumetto” nelle sue tante molteplici possibilità di racconto d’immagine, dove anche le parole diventano emozioni disegnate.

3 pensieri su “L’emozione delle parole disegnate”

  1. Ottima recensione! “Scrittura che torna disegno”….perfetto.
    Non sempre, mi riferisco alle storie illustrate e agli albi per ragazzi, è possibile scorgere il giusto equilibrio e armonia tra immagini e parole.

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