Con gli occhi chiusi

Kevin Lamarque Inagural Ball Rose Gennaio 2013Lunedì scorso l’inaugurazione ufficiale della seconda Presidenza Obama.

Tra le tante foto che raccontano questa storia quella di fianco (un clic per ingrandire) di Kevin Lamarque mi ha colpito particolarmente.

Lo scatto riguarda la serata di gala, il ballo presidenziale che ha concluso la lunga giornata di Barack Obama, dopo il bagno di folla per il giuramento tradizionale.

Che lo staff del Presidente sappia sfruttare al massimo il carisma pop del personaggio è un fatto acquisito e rappresenta uno dei punti di forza della comunicazione obamiana.  Qui, ciò che sorprende di un ritratto, all’apparenza scontato, è la prospettiva della storia. Il punto di vista adottato non appartiene al Presidente ma alla First Lady.

Ad un primo impatto figurativo, è il suo viso sereno, emozionato, assorto a conquistare l’attenzione dello spettatore. E’ il racconto pubblico di  una dimensione privata e intima: una donna innamorata del suo uomo. Che sia anche l’uomo di Stato più potente del pianeta, sembra quasi passare in secondo piano, così come la scritta alle spalle della coppia. Dovrebbe ricordarci l’occasione storica in cui è stata scattata ma appare sfocata, ininfluente.

Per un momento davanti all’obiettivo del fotografo, scompaiono il Presidente e la First Lady. Restano solo Barack e Michelle, l’uno per l’altro.

Se spingiamo l’analisi a un livello plastico di forme e colori, questo effetto di intensa unità diventa ancora più evidente. Le due figure compongono un unico grande cerchio centrale nella composizione, una “macchia calda” a contrasto con lo sfondo chiaro. Un unico soggetto, un’unica, indissolubile, storia.

Mai, prima d’ora, forse nemmeno ai tempi “favolosi” di JFK e Jacqueline Bouvier, la narrazione degli inquilini della Casa Bianca era stata anche l’esibizione pubblica glamour di un sentimento così privato. Si tratta di una scelta precisa che ritroviamo costantemente nella comunicazione obamiana.

Già a poche ore dalla seconda vittoria elettorale, quando si è trattato di ufficializzare sui social network il successo, lo staff del Presidente ha pubblicato la foto qui sotto, accompagnata da una semplice didascalia: “4 more years”. L’abbraccio tra moglie e marito ha fatto in una manciata di minuti il giro del globo e,  in poche ore, è diventata una delle immagini più condivise nella storia della Rete.

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Potremmo discutere a lungo quanto ci sia di autentico e quanto di costruito in tutto questo. Ma siamo sicuri, poi, che sia così importante stabilirlo? La vera novità sta nel fatto che l’uomo politico più influente della Terra abbia scelto di consegnarsi alla storia con questa immagine, di sancirlo come un punto fermo della propria leadership, di voler essere insomma ricordato così.

Di fronte a una tale potenza iconica e valoriale, perfino il più caustico dei commentatori repubblicani si scopre disarmato. Chi poi, come il titolare di questo piccolo blog,  ha il cuore tenero, resta incantato, in silenzio. Con gli occhi chiusi, come Barack e Michelle,  a dimenticarsi per un momento del mondo, o meglio a ricordarsi che tutto ciò che davvero conta del mondo lo stai stringendo tra le braccia.

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2 pensieri su “Con gli occhi chiusi”

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