I migliori spiegoni della nostra vita

Wilson _Daniel ClowesAvete presente i “crime drama” come usano dire quelli fichi come me che hanno fatto due anni la scuola di sceneggiatori a Cuneo? I telefilm polizieschi per dirla più semplice, senza tanti ghirigori.

Da Starsky & Hutch fino a  Bones, se ne contano a centinaia con una continua evoluzione nel tempo in termini di stile, atmosfere, linguaggi, ritmi. Ma ci sono alcune costanti ed una la notavo divertito l’altra sera, guardando una serie recentissima.

…CSI nelle varie salse territoriali,  NCIS, perfino quegli assurdi polizieschi d’azione tedeschi che ora proliferano. Ovunque, alla fine, troverete lo spiegone. Dicesi spiegone, personaggio addetto nelle storie a fornire allo spettatore/lettore/ascoltatore una vagonata di informazioni che sarebbe complicato e lungo visualizzare nella storia.

Non è una trovata recente. Se prendete le commedie di Shakespeare, a volte in paertura di scena incontrate l’araldo di turno che ti dice “come, quando, chi e perché”. La peculiarità del giallo seriale è che lo spiegone è “istituzionalizzato”: è lì per quello. Può trattarsi dell’assistente dell’avvocato che spulcia le carte. Oppure sarà il topo d’archivio alla stazione di polizia che passa le informazioni al detective impegnato nel’indagine.

Con la “specializzazione” in sottogeneri della crime story, ovviamente si sono specializzati anche gli spiegoni. C’è, ad esempio, il coroner che effettua le autopsie e che ti racconta per filo e per segno che per fare un cadavere ci vuole un trapasso, che per fare un trapasso ci vuole un proiettile sparato da una canna di pistola…

Ma anche con le musiche fighe degli Who e la camera digitale che ricostruisce il percorso della pallottola nella testa della vittima, trattasi di “spiega”- come dicono a Milano – e manco delle più raffinate. Perché se un tempo gli scrittori, per variare il giochetto,  cercavano soluzioni, non dico originali ma almeno varie, oggi si giustifica qualsiasi scemenza con la tecnologia.

Ne è l’emblema, in una serie di successo quale  “Criminal Minds”, la nerd truccata come la Madonna Ciccone degli anni Ottanta, che può scovare e scremare in 30 secondi di ricerca telematica le informazioni più incredibili.

Gli “spiegoni” del terzo millennio sembrano insomma i depositari di una “scienza esoterica speciale”, laddove laptop e social ammenicoli hanno rimpiazzato gli alambicchi degli alchimisti medievali. Ma, per quanto mascherate e aggiornate, le “scorciatoie” di scrittura restano le stesse da centinaia d’anni. Alla fine una “spiega” ci vuole. Alla fine una “spiega” ci seppellirà.

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5 pensieri su “I migliori spiegoni della nostra vita”

  1. purtroppo molti telefilm di quel genere perdono il loro “fascino” quando subentra l’esoterismo scientifico. da un’immagine notturna in bianco e nero di 3 pixel x 2, presa dalla telecamera di sorveglianza di un portone in cui si vede passare un tizio ad occhi bassi non puoi fare l’identikit dell’uomo in motoretta col casco integrale che si vede riflesso negli occhi (bassi) del tipo di cui sopra. non puoi e basta! manco se sei una nerd darkettona truccata da drag queen!

  2. Teoria interessante.
    Credo che la necessità di uno “spiegone” sia dovuta anche al fatto che le puntate di queste serie tv hanno dei tempi molto ristretti e per mostrare un girato che spieghi tutti i dettagli si dovrebbe andare sui tempi biblici di Odissea nello spazio.

    Difatti in alcune puntate di NCIS con trama un pò più complessa la storia è divisa i due o più puntate, o come nel caso di The wire le stesse vicende sono frammentate all’interno di 12 puntate di una intera stagione.

    Verosimilmente le serie con gli immancabili spiegoni potrebbero essere una scelta di format per agevolarne la fruizione allo spettatore, e mi spiego meglio: se ogni episodio non fosse una storia completa e per avere un quadro generale della trama si dovesse per forza seguire tutte le 10-15 puntate di una stagione, il target dei telespettatori diminuirebbe drasticamente a pochi affezionati che rinuncerebbero alla cena con amici per vedersi una puntata di quella serie.

    Ma i tempi che corrono secondo me, sono molto più fast food e usa e getta, televisivamente parlando (e non solo). Molto più facile per uno spettatore seguire ogni tanto una puntata con una storia a sé stante trasmessa durante infinite sessioni di repliche a tutte le ore del giorno e della notte che aspettare religiosamente quel giorno a quella determinata ora per proseguire la trama.

    Però ho un dubbio: se la “trovata” dello “spiegone” è un superfluo stratagemma narrativo, come poni questa teoria di fronte a serie tv dove sono i protagonisti stessi dell’indagine a darne una spiegazione (senza lo spiegone secondario di turno)?

    In serie tv come Elementary (il protagonista Holmes indaga e spiega tutto), The wire (Lester è uno dei protagonisti delle indagini ed è sempre lui che spiega), The mentalist, La signora in giallo e la quasi totalità delle serie tv con racconti stile Agatha Cristie, se togli gli spiegoni (i protagonisti) la storia non ha più senso di esistere……

    1. Fabio sollevi tante questioni interessanti. Partirei dalla domanda (implicita) nel tuo ragionamento: gli spiegoni sono indispensabili in una serie? Sì dal mio punto di vista… Nel senso che sono parte integrante di una forma narrativa che si basa, come rilevavi tu stesso, sulla condivisione di una memoria (gli episodi, la stagione, etc.). Quello su cui ironizzavo io è che c’è modo e modo di farlo. Alcuni serie sono talmente scritte bene che quasi non ti accorgi delle cosiddette “scene di servizio” in cui ti vengono propinati i mallopponi di informazioni. In altri casi, per esempio il “criminalità minds” di cui parlavo invece a volte si sfiora il ridicolo.

  3. meglio il buono e vecchio coro del teatro greco e il coro spiegone nel film di woody allen ” la dea dell’amore ” e Italiano, il mio collega. almeno non sono esoterici! forse, nel film di allen, il coro un pochino lo è! 😀

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