Vamo, vamo, los pibes

Maradona e Messi secondo Calros Rivaherrera

Della passione per Messi, ho già scritto (qui e qui). E stasera per il Leo mondiale c’è un appuntamento speciale, di quelli che valgono  una vita, calcisticamente parlando.

La racconto qui:

“Vamo, vamo, los Pibe”

“Andiamo, ragazzi, andiamo.”

E’ il vecchio adagio che risuona intorno ai campi di calcio argentini. Da quelli sterrati di infima divisione delle sterminate periferie, alle cattedrali nobili di Buenos Aires: la Bomboneradel Boca Juniors o El Monumental del River Plate.

Vamo, vamo los pibes.
E’ l’incoraggiamento a chiunque entra sul terreno di gioco ma è anche il mantra di chi non ha mai dimenticato e mai dimenticherà. Quando negli anni Ottanta, il Dio Pallone incarnò il verbo della pelota nel corpo di un tappetto di appena 165 centimetri, ma dai piedi incantati. E fu la mano di Dio. E fu Diego Armando Maradona, “El Pibe de Oro”, il riscatto di un’intera nazione.

Prosegue su “I mondiali come non li avete mai letti”

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