Michele, Nathan e i filosofi greci

…Arriva un punto, dopo un certo numero di anni, in cui il fumetto seriale è un moloch che rischia di divorarti.
Hai prodotto talmente tanto che ti sembra tutto uguale. Qualunque cosa ti ritrovi a scrivere, l’hai già scritta. Quindi, se tieni alla qualità del tuo lavoro, devi sorvegliarti.
Se invece pensi solo alla pagnotta, è un altro discorso. Nel nostro lavoro, più produci e più guadagni. Però, non nascondiamoci dietro un dito: se scrivi più di mille pagine all’anno, non stai scrivendo capolavori. C’è una bilancia che cerchi di tenere in equilibrio tra le tue esigenze economiche e la qualità del tuo lavoro.

Michele Medda, intervistato per Lo Spazio Bianco

Non capita tutti i giorni d’incontrare e intervistare uno dei propri autori preferiti, a me è accaduto qualche mese con Michele Medda, uno dei più bravi scrittori di fumetti italiani.

Mi dicono che ne sia venuta fuori una conversazione interessante sul fumetto e sul mestiere di sceneggiatore. Se così è, ovviamente, il merito è dell’intervistato.

L’intervista è online da qualche tempo su “Lo Spazio Bianco”: la prima parte la trovate qui. La seconda qui (ci trovate anche la spiegazione del curioso titolo di questo post).

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