Governo al cioccolato, dolce e un pò salato

"Gelato Italia" Mauro Biani - Il Manifesto

E’ trascorso qualche giorno e, ormai, per i tempi dell’informazione e della politichetta è roba già vecchia.

Qui il riassunto, via storify, per chi si fosse perso qualche puntata, tra copertina dell’Economist, show in risposta del Presidente del Consiglio – con tanto di sponsor – e ironie varie sui social media.

A botta calda (e a gelato freddo), ho cercato di mordermi lingua e tastiera: in fondo i problemi sono altri.

Sì, appunto, i problemi sono altri. Ma, a pensarci bene, se il “il primo cittadino” del paese trova il tempo di sperperare una conferenza stampa nel cortile di Palazzo Chigi, per rispondere ad una vignetta caricaturale, forse i problemi sono anche nostri.

Ed a me resta il dubbio che la forma – a volte – sia sostanza. Che la civiltà di un paese non la misurano solo i punti del PIL o gli indici di Borsa,  ma nemmeno i numeri dello “Scer” in prima serata televisiva, i “laik” su Feisbuc o la quantità di “follouérs”.

Per anni ci siamo indignati – e a volte vergognati – di un premier che ci rappresentava nel mondo a barzellette e puttanate. Se ci fosse ancora lui a Palazzo Chigi, che cosa avremmo detto di una pantomima del genere? E cosa avremmo detto di un responsabile della Comunicazione del partito del premier che,  in risposta alle critiche, posta una roba così?

Nicodemo gelato

Vale la pena rifletterci, giusto per comprendere la qualità della storia politica che ci stanno raccontando da qualche tempo e che, sembra, dovremo sorbirci per almeno tre anni. Ah no, scusate, sono solo #1000giorni.

2 pensieri su “Governo al cioccolato, dolce e un pò salato”

  1. Come non darti appoggio in questo pensiero. Sto rientrando ora dopo due settimane all’estero per lavoro (Germania e Francia) e quando senti parlare di Italia e Italiani ti guardano sempre con quell’aria di sufficienza oppure nei posti più coloriti passano direttamente all’equazione Italia/Pasta/Tarantella..e così è in questa mega pantomima che non cessa di esistere e diffindersi. Ed è proprio vero che in altri tempi (che non ho mai amato!) gli altri sarebbero stati massacrati ed oggi invece sull’onda lunga della ‘bischerata’ tutto diventa un divertissement. Ma ti assicuro che c’è poco da divertirsi. In Italia si vive male, male (e questo non solo per la colpa dei politici, ma anche dei cittadini che hanno perso anni osono il codice di educazione civica), e quando poi ritorno da questi viaggi l’amarezza mi assale.

    1. Altroché, ricordo quando lavoravo in Francia… In particolare, una mattina, le edicole tappezzate con la copertina di express dedicata al presidente del consiglio italiano di allora, definito semplicemente il “buffone d’Europa”.

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