La ricotta Pasolini Orson Welles

Il cinema visto dalla Luna

Forse, vent’anni fa, sarei stato perfino d’accordo con Gabriele Muccino.

Quando consumavo i pomeriggi e gli occhi, sui film di Hitchcock, Scorsese e Kubrik.

Quando la perfezione mi sembrava che fosse lì, formalizzabile in un movimento di camera sublime, in un’inquadratura talmente perfetta da ricomporre il senso delle cose dentro lo schermo e, forse, perfino oltre lo schermo.

Però avevo la scusa che hanno tutti i ventenni: avere vent’anni.

Mi chiedo, invece, su cosa si basi l’infelice uscita d’un regista (comunque la si pensi) maturo e preparato quale Muccino, che tra Cinecittà e Hollywood mangia e respira film ormai da una vita. Insomma

Come fa Muccino a confondere il vocabolario con il  linguaggio?

Perché quello sono carrelli, dolly, dialoghi e scene, nel cinema: le parole di un vocabolario espressivo. E sicuramente, per fare cinema, serve saper usare il vocabolario e conoscerne la grammatica.

Serve per creare un ritmo e una punteggiatura, per dare forma alle storie che uno vuole raccontare. Ma il centro resta quello: la storia. La roba, per dirla con il poeta, che mette d’accordo tutti:

quelli che hanno letto un milione di libri

e quelli che non sanno nemmeno parlare

I film di Pasolini sono proprio così: un cinema che non sa parlare. O parla male.

A livello grammaticale un cinema sgraziato, a volte quasi sgradevole per la sua mancanza di stile, per la sua incapacità di rispettare gli stessi ritmi che propone.

Però oltre alla grammatica, oltre al vocabolario, c’è… Questo.

10-momafilm_pierpaolopasolini2012_mammaroma

e  questo.

La Ricotta Pasolini

e DI SICURO questo.

Pasolini Davoli Le nuovle

E quando li guardi, capisci, che tutto quello che possiamo dire, fare, baciare, lettera o regolamento, non conta nulla, se non ti porta anche, almeno una volta, lassù tra le nuvole.

Il cinema visto dalla Terra, può essere una gran cosa tecnicamente.

Ma è il cinema visto dalla Luna che procura l’emozione.

In fondo, tutto si risolve nella domanda che lo stesso Pasolini si era posto:

Qual’è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o battere i cuori?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...