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Il risveglio del Franchise

La prima volta non fu al cinema. Ero troppo giovane nel 1977.

Fu alla tivvù, qualche anno dopo. Canale 5 per la precisione. E c’erano le pubblicità, più affilate delle spade laser, a tagliare ogni due per tre le scene più belle.

Ma la Forza (narrativa) di quel film non poteva essere abbattuta dal Lato Oscuro di mastrilindi e tegolini. Specie se l’emozione è quella di un bambino che, per la prima volta, si trova di fronte la fiaba più potente del 20° secolo:

“Guerre Stellari”

Non so se la meraviglia, che ricordo così assoluta ancora oggi, a distanza di tanti anni, sia la stessa che hanno provato generazioni successive. Probabilmente sì, visto il perdurare del franchise.

Il successo di Star Wars non può essere attribuito solo all’abilità commerciale di Lucas. O meglio, l’abilità è indiscutibile, ma dovremo considerarla nei termini nobilmente pop di un moderno “marketing narrativo”: un inestricabile miscuglio di fiuto da businessman  e talento da storyteller.

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Usa il mito Luke, usa il mito

Lucas ,ancor prima che la Disney acquisisse la sua gallina intergalattica dalle uova d’oro, ha avuto il merito indiscutibile di mettere d’accordo zio Walt e nonno Omero, l’industria di Henry Ford e la drammaturgia di William Shakespeare.

Sarebbe scontato citare Joseph Campbell e quel saggio meraviglioso che è “L’eroe dai mille volti”, per ribadire quanto Star Wars affondi le sue radici nell’eterno ritorno di miti e archetipi ancestrali.

Forse, più banalmente, posso raccontarvi come abbia avvertito “Il risveglio della Forza”, ancor prima che un trailer l’annunciasse su  youtube, quest’estate in un bosco del Trentino.

Quando, dopo aver raschiato il barile delle fiabe tradizionali, di fronte alla pressante richiesta di Cucciolo di “nuove storie”, mi è venuto dal cuore iniziare così:

Tanto tempo fa in una galassia lontana…

E, anche senza roboanti effetti speciali o suoni TTHX, la fiaba di George Lucas ha funzionato alla perfezione.

Certo, mi sono limitato alla storia originale del 4°/1° episodio “Una nuova speranza”. Per i conflitti psicanalitico-generazionali de “sono io tuo padre” ci sarà tempo e modo, ahimé.

Ma è bastato eccome. Se ora, Cucciolo va in giro per casa conciato così…

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Si, figlio mio, la nerditudine scorre potente nella nostra famiglia.

…E chissà se, come si augurano i Sith commerciali della Disney, tu e i  tuoi coetanei, prenderete il posto di noi padri nelle sale cinematografiche.

Darth Vader è morto, Palpatine è morto e anche Han Solo non si sente troppo bene. Ma la fiaba di George Lucas è lì, intatta nella sua mitologica potenza.

In fondo vale per “Star Wars” quello che Neil Gaiman sostiene anche di tante altre storie:

 I racconti che leggi quando hai l’età giusta non ti abbandonano mai davvero. Magari ti dimentichi chi li ha scritti o come si intitolava la storia. A volte ne dimentichi la trama, ma se un racconto arriva a toccarti ti resterà accanto, infestando quei luoghi della mente che visiti molto di rado.

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4 pensieri su “Il risveglio del Franchise”

  1. Io vidi Il ritorno dello jedi al cinema con mio padre, poi recuperai più avanti le parti mancanti. Amore alla prima visione e ora mia figlia di 8 anni chiede a Babbo Natale una spada laser

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