niente di serio

Niente di serio tranne i sogni

La maggior parte di noi vive di ciò che mangia e respira.

Poi ci sono persone che vivono di passione. Che la passione sia costruire satelliti, coltivare piante nell’orto o scrivere storie cambia poco.

Quando li guardi, quando ci parli, ti rendi conto che c’è una scintilla nei loro occhi pronta in ogni momento a innescare una combustione  d’energia intellettuale. Un fuoco che li brucia  da dentro senza consumarli mai, ma scalda le parole che usano, i gesti che fanno, le cose che realizzano.

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Da quando ci conoscemmo in un’aula universitaria molti anni fa, ho sempre pensato che il mio amico Raffaele appartenesse alla categoria.

Oggi, dopo aver scritto un bel romanzo di cui poi prima o poi dovrò parlare anche qui, Raffaele ha  iniziato una nuova avventura da autore che è figlia di un’altra storia di quelle che partono male ma poi promettono bene.

E beh… Raffaele l’ha raccontata su FB e io mi permetto di riproporla qui di seguito, perché è una bella storia.  Una storia di passione, ovvio.

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Storia triste con finale positivo

Nel gennaio del 2015, dopo otto ininterrotti anni di contratto come story editor presso un grande editore radiotelevisivo, insieme ad una decina di miei ex colleghi, veniamo liquidati da un tagliatore di teste di Milano, che nessuno aveva mai visto e conosciuto. Un professionista nel suo lavoro, che con mirabili equilibrismi linguistici che non prevedevano mai la parola “licenziamento” (perché non eravamo “assunti”, in quanto liberi professionisti: in effetti non fa una piega) ci ha mandato via appellandosi alla “crisi”, di ascolti, di contratti pubblicitari, di budget, e chi più ne ha più ne metta, perché ormai “la crisi” è entrata nel nostro quotidiano. E’ da quando sono nato che c’è “la crisi”, e probabilmente sempre ci sarà. E’ uno stato mentale.

Ad ogni modo, con una predisposizione d’animo di profonda inquietudine e tristezza, e il vuoto davanti circa il mio futuro professionale (perché in Italia è così: se perdi il lavoro, scordati di poterne trovare un altro, nonostante la tua ventennale esperienza professionale nel settore) incontro Laszlo, che saputa della mia disavventura se ne esce con un “ti assumo io!”. Laszlo l’ho conosciuto sul set di una fiction che seguivo, lui faceva la seconda unità. Mi accorsi subito della sua bravura, del grande professionista quale è. Non solo tecnicamente, ma anche nella gestione del rapporto con gli attori, nel comunicare loro il “mood” giusto per recitare la scena, soprattutto nel mondo della fiction tv dove ci sono tempi molto stretti, poche prove e “buona la prima”.

NIENTE DI SERIO

Laszlo si era preso un anno sabbatico per portare avanti i suoi progetti e voleva coinvolgermi su Doppia Luce, un universo narrativo fantastico (che faremo, vero?).

Alla fine dell’incontro, però, se ne esce con un “ah, poi ci sarebbe quest’altra idea, ma è solo un soggetto…”. “Parlamene”, gli dico. Lui me la racconta, ed io: “Però, quasi quasi mi butterei a scriverti la sceneggiatura di questa”… “Ok, quanto vuoi?”.
Accade raramente, ma quando accade è qualcosa di fantastico: un’epifania creativa, un rimpallo di idee tra me e lui, una storia che, passando da soggetto, a trattamento, a scaletta e infine a sceneggiatura, cresce, diventa qualcosa di appassionante, profondo e bello. “Niente di serio” è un road movie, il mio metagenere preferito perché consente di avere una commistione di tutto: dramma, giallo, commedia, in un’imprevedibile concatenazione di eventi e personaggi che si ritrovano sulla strada di questo viaggio metaforico e reale. Ma soprattutto, le protagoniste di questa storia di fuga e viaggio in giro per l’Italia, sono due vecchiette ottantenni che scappano da una casa di riposo per inseguire un sogno.

Ed è così che, in una incredibile serie di coincidenze, la sceneggiatura gira, piace, funziona. Si forma un cast fantastico, per il quale non avrei mai creduto di scrivere. Ed oggi posso dirlo, mantenendo il riserbo sul cast che sarà oggetto di una conferenza stampa ad hoc: “Niente di serio” si fa. Le riprese partiranno a luglio.
Sono orgoglioso ed entusiasta di esordire nella scrittura per il cinema con un progetto come questo. Ed eccolo qui, il teaser trailer di “Niente di serio”.
Grazie Laszlo, le nostre vecchiette vivranno sullo schermo, e speriamo possano commuovere ed appassionare come hanno fatto con noi mentre le scrivevamo.

 

2 pensieri su “Niente di serio tranne i sogni”

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