7 film a Natale

Mia moglie alla sola proposta- dopo vent’anni – ha già minacciato di rivolgersi al Tribunale dell’Aja contro i crimini di guerra. Cucciolo dopo i primi anni d’entusiasmo dà cenni di cedimento e mi tradisce con la Playstation. Potrei tentare con cucciola, ma a tre anni dubito che mi darebbe soddisfazioni…

Eppure il “Xmas addicted” che è in me non demorde e , anche quest’anno, si (ri)gusterà le pellicole di cui proprio non può fare a meno in questo periodo, neanche in un Natale collettivamente sfigato e melanconico come questo.

Primo giorno: “Vacanze di Natale” (1983)

Prima che il cinismo e il compiacimento li travolgesse, perfino i fratelli Vanzina hanno fatto qualcosa di buono per il Natale con il “prequel” di tutti i cinepanettoni, il racconto di formazione di tutti noi “MarioMarchetti-agers” degli anni Ottanta.

Le settimane bianche che ricordo della mia infanzia erano ambientate a Rivinsondoli in Abruzzo… Che non aveva esattamente lo stesso charme della Cortina d’Ampezzo del film, ma la varia umanità rappresentata dai Vanzina era esattamente la stessa che incontravamo noi sulle piste da sci e nei rifugi, o più semplicemente per le strade di Roma e Milano. E, se siete stati fortunati come me, magari anche voi avete avuto la vostra Karina Huff da sognare…

Secondo giorno “Le 12 fatiche di Asterix” (1976)

Che c’entrano Asterix e Obelix il Natale? Tutto, ancora una volta, se siete stati ragazzini negli anni Ottanta. Che a raccontarlo a cucciolo sembra di parlargli delle Guerre Puniche e, mediaticamente, in effetti stiamo parlando di un’altra epoca dell’umanità. Prima di Netflix e Prime, prima dell’abbondanza satellitare e digitale, caro figlio, c’è stato un tempo in cui vedere un lungometraggio a cartoni animati era unna magia che i bambini potevano permettersi in tv solo durante le vacanze di Natale.

Tra tutti, questo terzo film della serie “Asterix e Obelix” resta un gioiello, anche a distanza di…oltre quarant’anni (sigh!). René Goscinny e Albert Uderzo, all’epoca, speravano ancora di diventare i “Disney d’Europa” trasferendo il clamoroso successo del loro fumetto in uno studio d’animazione. Quel che resta è una storia finemente scritta e diretta, a metà tra satira sociale e parodia mitologica, con “Kafka break”- degni dei Fratelli Coen.

Terzo giorno: “La vita è meravigliosa”

…E dopo aver “scaldato” le mascelle coi sorrisi, qui s’inizia a far lavorare gli apparati lacrimali, come si conviene coi grandi film che sanno di vischio, musica di campane e stelle comete nel cielo.

Si parte dal classico dei classici del maestro Frank Capra, con l’uomo buono per eccellenza James Stewart/George Bailey a tenere in piedi il suo destino e quello di una comunità perché:

“…La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto.”

Quarto giorno: “The family Man” (2000)

Sono sempre convinto che parte dell’emozione che un’opera produce (film, romanzo, fumetto, canzone) sia frutto del momento che stiamo vivendo. E, allora, permettetemi di inserire nel novero degli indelebili delle festività, questa commedia relativamente recente, diretta da Brett Rattner.

Per certi versi un clone moderno de La vita è una cosa meravigliosa, per altri una riflessione sugli stili di vita e sul valore della famiglia. Qualcuno lo troverà patetico, qualcuno retorico, ma dopo la visione di questo film, una decina di anni fa non solo avevo gli occhi lucidi, ma mi sentivo in pace col mondo … Poco prima di cambiare un altro pannolino, ricolmo di profumata allegria da cucciolo…

Quinto giorno: “Un biglietto in due” (1987)

Spesso confuso con il più noto “Una poltrona per due” (altra pellicola sicuramente indovinatissima sul Natale ma non in incluso nei miei “must”) è un film – ai più – sconosciuto e sottovalutato.

Invece, Steve Martine John Candy sono una coppia degna di Stan Laurel e Oliver Hardy in questa “odissea comica”. Due personaggi, che più distanti non si potrebbe, sono costretti a restare insieme nel disperato tentativo di tornare a casa in tempo per festeggiare il Natale con i propri cari. Attraverseranno gli Stati Uniti, funestati dal maltempo, in una escalation di sfighe che regala sorrisi, ma ci riporta anche ai migliori sentimenti del Natale.

Sesto giorno: “Natale in casa Cupiello” (1977)

Vabbeh… i cinefili avrebbero da ridire su questo inserimento televisivo. Parliamo dell’adattamento tv della commedia teatrale di Eduardo De Filippo ( scritta e rappresentata inizialmente nel 1931), ripresa e replicata varie volte per il piccolo schermo dal maestro e, poi, anche da recenti, coraggiosi, epigoni .

A parte Il Canto di Natale di Charles Dickens (vedi giorno successivo), non c’è un’altra storia che sappia raccontare, con la stessa profondità, tutte le sfumature del Natale. Un Natale che “si presenta con tutti i crismi” in casa Cupiello e che, nella passione smodata di Eduardo/Luca per “o’ presepe”, trova l’allegoria dei sentimenti e delle debolezze umane perché “il presepe è commovente”.

Ed io, infatti ogni volta mi commuovo. Magari per voi saranno solo scene di un immaginario folklorico, ma per me sono la fotografia sentimentale di quanto avveniva a casa, quando mio nonno, almeno due mesi prima, cominciava a preparare il suo gigantesco “presepio” e cominciava, allo stesso tempo, a discutere con mia nonna… Ma questa, come dicono quelli bravi, è un’altra storia.

Settimo giorno: “Festa in casa Muppet” (1992)

Che cos’è il pop? E’ la possibilità di contaminare insieme cose diverse, la grande letteratura di Charles Dickens, per esempio coi i pupazzi televisivi di Jim Henson, per creare una delle più sorprendenti versioni cinematografiche de Il canto di Natale di sempre.

Tutto si regge sul filo dell’ironia e della parodia. Roba da bambini verrebbe da dire, se non fosse per un gigantesco, colossale, assoluto Michael Caine che recita benissimo anche accanto a una rana di pezza, regalandoci un fiabesco e archetipico Scrooge.

Il resto è nella magia della storia indelebile di Charles Dickens, capace di commuovere anche i sassi. E se quella magia, guardando Festa in casa Muppet non siete riusciti a provarla, lasciate pure un messaggio, in coda al post. Manderò tre amici fantasmi a trovarvi.

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