Archivi tag: calcio

Che poi sarebbe bastata quella sigletta

Quel canto, mezzo gregoriano e mezzo pallonaro, per sentirci di nuovo a casa.

E, invece dopo la sigletta, ci si è messo di mezzo un partitone.

Uno di quei match che risvegliano l’aficionado de la pelota che hai nel corazon, anche se a certe cose non credi più.  Anche se, campionato dopo campionato, scandalo dopo scandalo, zolla dopo zolla, quel senso di gioia infantile che il “mercoledì di coppa” ti regalava un tempo si sta affievolendo.

Inutile nasconderselo, la magia fatica a sopravvivere, ma per fortuna i bravi prestigiatori come Quagliarella continuano ad  alimentare l’illusionismo.

La fuga dei Verratti

Oggi inizia il campionato di calcio. E inizia senza gli ultimi (o quasi) campionissimi che fino a ieri vi giocavano: Ibrahimovic, Thiago Silva, Lavezzi. Uno sceicco ha fatto

 Ce l’ho , ce l’ho…mi ma manca, mi manca

 E se li è comprati tutti per il suo club parigino. Il demone della crisi economica ha sputtanato ormai da tempo anche l’italico Dio Pallone. Buffo: a farne le spese in primis è proprio il club dell’ex premier, quello che la crisi non riusciva a vederla, nemmeno quando ce l’aveva sotto gli occhi perché  tanto

i ristoranti sono sempre pieni.

 Chissà forse lo sono ancora, di certo si sono svuotati gli spogliatoi delle squadre di calcio del bel(sì,sì,certo)paese. Una volta  erano i nostri cummenda con le fabbrichete  a fare incetta di campioni all’estero, ora  siamo diventati noi l’outlet   di riferimento per i petrol-dollari di  miliardari arabi e russi.  

Partono i fuoriclasse di oggi e anche quelli di domani. Lo sceicco di cui sopra ha pensato bene di portare a Parigi anche il giovane Marco Verratti, affermatosi nel Pescara la scorsa stagione. Anni venti, piedi buoni, grande visione di gioco,  (dicono) il nuovo Pirlo. Lo volevano la Juve, l’Inter, la Roma, ma nessuno era disposto a pagarlo quelle cifre principesche.

 La sua vicenda, per quanto infiorettata da paccate di euro, mi sembra parente ricca di quelle sempre più comuni di tanti giovani italiani che, nella ricerca, nella cultura, nelle professioni, scelgono di diventare emigranti due punto zero con il tablet di cartone per inseguire una speranza di vita decente, lontano da questo logorato stivale.

Nel calcio, come diceva il grande Osvaldo Soriano, si pensa coi piedi e quella di Verratti, per quanto suoni paradossale, è l’ennesima storia di “cervelli in fuga” raccontata da un paese, sempre più povero di opportunità oltre che di sghei. Bon courage monsieur Verratti, anzi Verrattì.

A Cesare quel che è di Cesare

Peccato. A livello agonistico, c’è poco da dire quando te ne fanno 4.

Ma a livello sportivo è un altro paio di maniche.

E’ stata una delle migliori “Italie” che mi sia capitato di vedere, da quando seguo il calcio. Diciamo dai tempi di Italia ’90, perché nel ’78 mi interessavo solo di Barbapapà e del ’82, ricordo bene soprattutto nonno Sandro in tribuna con la pipa.

Continua a leggere A Cesare quel che è di Cesare

Ora è il tempo

Questo tempo è gravido di avvenimenti … non lo sprecate.

Quando ci libereremo dalla superstizione, dai pregiudizi, quando trionferà la verità, il diritto, la ragione, la virtù se non adesso? Quando risorgerà l’amor della patria? Quando? Sarà morto per sempre? Non ci sarà più speranza? Io parlo a voi…

Ora è il tempo… O in questa generazione che nasce, o mai. Abbiatela per sacra, destatela a grandi cose, mostratele il suo destino, animatela.

Giacomo Leopardi, Dell’educare la gioventù italiana, Recanati, 1818-1820

Notte di coppe e di campioni?

Lo giuro non è per l’odio atavico verso gli avversari di sempre. Non è per gli scudetti degli onesti. Non è per quel presidente che pensavo fosse un signore e, poi negli anni, s’è rivelato un pirata.

E’ perché questa storia merita di essere raccontata.

E’ accaduto domenica, poco prima che si giuocasse quello che un tempo, pomposamente, i pennivendoli chiamavano “il derby d’Italia”, Juventus – Inter.

Continua a leggere Notte di coppe e di campioni?

Stending Ovescion

E’ incredibile come tutto quello che mi accada quando indosso questa maglia riesca sempre a sorprendermi e ad essere così speciale.

Alessandro Del Piero, Buon inizio

Mi sono sempre chiesto perché fra tanti campioni del calcio che mi è capitato di veder giocare negli anni – da Platini a Maradona, da Van Basten a Baggio – , Alessandro Del Piero è quello che mi ha affascinato, e ancora mi affascina, di più.

Certo Alex è il capitano della mia Juve. Dunque c’è la passione viscerale della maglia, l’orgoglio del tifoso che in ogni beniamino vede un fratello ideale da adottare.

Ma non è solo questo. Me ne sono reso conto l’altra sera, mentre guardavo Juventus-Roma. E Al  ventinovesimo del primo tempo c’è stato quel goal meraviglia del Capitano.

Quel tiro a giro che Alessandro Del Piero ha fatto mille volte e ogni volta sembra sempre un incanto, uno sberleffo al tempo che passa.

Continua a leggere Stending Ovescion

Chi va piano

Se una squadra di calcio riesce a rimanere in cima alla classifica, dopo aver infilato l’ennesimo pareggio di fila, è la conferma della mediocrità del campionato non dei meriti della squadra.

Che, poi, noi juventini ci fossimo abituati così male negli ultimi anni, che perfino questa squadra grintosa ci sembra oggi una roba di lusso, beh questo anche è un dato di fatto.

Ammesso che la Domenica non porti novità, si sta sulle classifiche come sugli alberi le foglie, respirando il profumo dell’ottimismo, anche se  la vecia siura  ormai è come la tartaruga del poeta Bruno Lauzi.

Continua a leggere Chi va piano