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Immagina tre re

Immagina, col fiammifero acceso, quella sera, la grotta,
e per sentire freddo ricorri alle fessure del piancito,
bastano le stoviglie per provare la fame,
quanto al deserto, è ovunque, in ogni dove.

Immagina, col fiammifero acceso, la grotta
a mezzanotte, il falò, silhouette di oggetti
e di animali, e, il viso nelle pieghe di un telo stazzonato,
anche Maria, Giuseppe e il Bimbo infagottato.

Immagina tre re, le carovane prossime alla grotta,
anzi tre raggi diretti su una stella,
cigolìo di carriaggi, sonagli tintinnanti
(quel bimbo non si è ancora guadagnato

rintocchi di campane nel turchino addensato).
Immagina che per la prima volta, di là dal buio
di uno spazio infinito, Dio ravvisi se stesso nel Figlio
fatto Uomo: un senzatetto in un altro negletto.

Iosif Brodskij, La grotta (trad.  Anna Raffetto)

via Graphomania

Epifania

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Obama: last (president) christmas

Malia e Sasha erano piccole, piccole. Michelle aveva il volto molto più giovane e riposato. Barack… Non ne parliamo nemmeno.

8 Natali alla Casa Bianca: guardi le christmas card della famiglia Obama  e ti rendi conto di quanto tempo sia passato. Per loro, per l’America, per il mondo.

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Quanto tempo… Perfino per te che, in fin dei conti, hai poco da spartire con questa bella famigliola americana, ma che hai “adottato” questo Presidente come se fosse il tuo. Che, in questi anni, hai gioito delle sue vittorie e condiviso le sue amarezze, manco abitassi nel Wisconsin o nel Tennessee. Con una certezza:

Obama ha cambiato tutto.

Sì, certo: in termini politici è un giudizio partigiano e parziale che in tanti, da destra e da sinistra potrebbero contestare. Ma in termini di comunicazione, di storytelling pubblico, di immaginario collettivo, non hai dubbi.  E hai provato a spiegarlo (qui e qui).

A ogni “ultimo Natale“, guardando queste foto di famiglia, ti sei ritrovato a pensare che quel qualcuno speciale cui consegnare il proprio cuore (politicamente)  della celebre hit degli Wham non potesse che essere lui.

E, stavolta che davvero si celebra il suo ultimo Natale da Presidente, c’hai un magone che manco quando togli la Stella dall’albero il 7 gennaio.

Non sappiamo cosa ci si riserva il futuro… Beh certo le premesse sono quelle che sono…

trump-xmas

Quei geni comici del  Saturday Night Live hanno provato a immaginare in un devastante rap anni Novanta cosa rischiamo di perdere, quando Barack e Michelle faranno le valigie. Un malinconico e imperdibile

Jingle Barack

 [Intro: Kenan Thompson, Chance The Rapper]
Yeah, it’s been a dope 8 years but now we got 1 last Christmas with Barack Obama. So, if we going out, we going out with a bang

Let’s get holly and jolly, shall we?

[Verse 1: Kenan Thompson, Chance The Rapper]
It’s December 24th in the U.S.A
And the party’s going down in a major way
The DJ is bumping, crazy snow outside
There’s eggnog and chicken and turkey and fries
We still got Barack, so you know what that means
We shooting some hoops in high waist jeans
So ‘tis the season, let’s spread some cheer
It’s the last Christmas with Barack still here

[Chorus: Kenan Thompson]
The last Christmas
Barack’s still here

[Verse 2: Kenan Thompson, Chance The Rapper]
Hey, kids enjoy the presents while you can
‘Cause next year you might get a bomb from Iran
Look man, we got birth control under the tree
And we’re stuffing every stocking with legal weed
Hey Eric, Hey Mike, get married tonight
Real quick, let in every immigrant in sight
So go nuts before the North Pole disappears
This is the last Christmas before Trump next year

[Chorus: Kenan Thompson and Chance the Rapper]
The last Christmas
Barack’s still here

[Bridge: Kenan Thompson, Chance The Rappe]
The last Christmas
Before Trump next year

Oh snap, even Jesus is getting down

Dang, Jesus, I didn’t know you was a Democrat

[Verse 3: Chance The Rapper]
This year I bought four Christmas trees
Stockpiled all the Home Alone DVDs
I got batteries, canned food, everything I need
There will probably never be another Christmas Eve
Been drinking eggnog like I don’t care
I’m-a hurt myself before we lose ObamaCare
Say goodbye to Barack, say goodbye December
For a new holiday called Regular Winter

[Verse 4: Chance the Rapper, Darryl McDaniels]
Even Kanye is endorsing him
Got Obama back smoking Newports again
Left the cookies, last will and testament
For the first maybe last black president
I’m decked out in Santa gear from head to toe
Then I noticed Papa wasn’t in his festive clothes
I said, ‘Dad, what’s wrong?’
And he said back, ‘Never trust a white dude wearin’ no red hat.’

[Chorus: Kenan Thompson, Chance The Rapper and Darryl McDaniels]
The last Christmas
Barack’s still here
The last Christmas before Trump next year

[Verse 5: Leslie Jones]
Here I go, here I go, here I go again
Girls, what’s my weakness? Joe Biden
He makes me feel funny in my Christmas wreath
With his aviator shades and his big ass teeth
Wanna take a freaky ride with Amtrak Joe
We could share ice cream under mistletoe
So Joe, snuggle up for a four year nap
And I’ll tell you what I want while I sit on your lap

[Outro: Chance The Rapper]
Jingle bell, Jingle bell, Jingle Barack
I do the Jingle Barack
Last Christmas with Obama
So hug your baby mama
And do the Jingle Barack

Jingle bell, Jingle bell, Jingle Barack
I do the Jingle Barack
Last Christmas with Obama
So hug your baby mama
Might be the very very last Christmas

At Om for Crismas

norman-rockwell-a-christmas-homecoming-1948A questa data, di solito la mia casa è inzeppata di luminarie, babbini Natale, pastori e zampognari. Dallo stereo, incombono Bing e Elvis in salsa festiva come si rispetti nella casa di un christmas-maniac.

E poi ci sono i post “vischiosi” sul blog : le versioni a fumetti di Christmas Carol, le storie dei grandi illustratori delle festività, qualche foto sul tema…

Invece quest’ anno è andata diversamente. Purtroppo.

L’ultimo mese è trascorso in posti poco piacevoli, con angeli in camice bianco e flaconi di antibiotici, pilloline e ammenicoli derivati.

Non so se sia davvero finita. Lo spero ma non posso saperlo. Stamattina ho  spalancato le finestre di casa, per fare entrare aria fresca e cancellare l’odore di disinfettante nelle narici, il senso di  fragilità appicicato alla pelle.

Non ho voglia di scrivere di più a riguardo. Ora salirò in soffitta a prendere gli scatoloni, quando il cucciolo ancora dorme, perché voglio che trovi l’albero fatto al risveglio, splendente, con le lucine accese.

Che sia ancora una volta Natale. Comunque. Come ho sempre fatto, rispettando quella promessa dickensiana che, per me, dà il senso delle cose anche nei momenti meno allegri:

Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di serbarlo dentro di me per tutto l’anno.

Storia dell’Uomo che inventò Babbo Natale

Guardate l’illustrazione qui sotto: giochiamoci un momento. Immaginiamo, ad esempio, di sostituire la bottiglietta di Coca Cola, mettendogliene in mano una di vino, o ancora meglio, un boccale schiumoso di birra.

Togliamogli, poi, il costume rosso, che ben conosciamo, e rimpiazziamolo con la tuta di un operaio o il giaccone di un boscaiolo. Cosa accadrebbe?

Probabilmente, l’illustrazione perderebbe molta della bonomia e del tono sognante che invece possiede l’originale. Anzi la presenza di uno sbevazzone alle prese con un trenino giocattolo finirebbe per essere tanto incongrua, tanto assurda, da risultare quasi patetica.

Per paradosso, ciò accade proprio per lo stesso motivo per cui questa rappresentazione di Santa Claus ci affascina: l’assoluta fisicità del personaggio.

Ecco, basta questo banale esempio spiegare cosa abbia rappresentato Haddon Sundblom per l’immaginario natalizio pre-televisivo.

Nel suo lavoro trentennale per Coca Cola (dall’inizio degli anni Trenta agli anni Sessanta del secolo scorso, qui una galleria), l’illustratore americano ha raccontato Babbo Natale  all’uomo della strada come se San Nicola stesso fosse un uomo della strada.

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Santa Claus non conosce stagione

Si avvicina il Natale e questo piccolo blog, come sempre, si decora e posta alla bisogna per le festività con tanto di Babbi  Natale pasciuti e rubicondi come quello qui accanto.

Qualcuno dirà è: il Babbo Natale della Coca Cola. In effetti sì, quella del Santa Claus stars & cokes è una storia visiva che la colossale macchina dell’advertising ha imposto, non solo alla sfera degli acquisti, ma all’immaginario natalizio tout court.

Come è accaduto? Lo racconta con tanto di dovizia d’immagini, la stessa multinazionale di Atlanta sul suo sito ufficiale.  All’inizio degli anni Venti del secolo scorso, la bibita con le bollicine poteva contare su vendite fortissime in estate, quando la calura attanagliava alla gola gli americani, ma crollava invece l’inverno (ma dai?), quando il freddo rigido faceva pendere il bicchiere dalla parte del whisky e del grog.

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E pace in terra

Babbo Natale è arrivato anche qui, nella provincia di Helmand, Afghanistan, lo scorso 25 dicembre.

Ce lo racconta una foto di Rupert Frere,  una struggente “mela” visiva spaccata a metà, a livello figurativo e cromatico.

Da un lato, la terra vista dall’alto, come solo elicotteri e angeli possono vederla. Dall’altro uno strano Santa Klaus in tenuta militare. Le due parti dell’immagine sono attraversate da una linea perpendicolare, che le cuce insieme drammaticamente.

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Babbo Natale non (r)esiste

Se scomparsa la barba, scomparso il rosso, scompare anche anche la magia.

Se Santa Claus diventa un babbo da marciapiede, una faccia qualunque tra le tante.

Se tutto questo avviene, lo si deve alla bravura di Steve Schapiro, fotografo epico e ironico al tempo stesso.

L’assenza di ogni dinamicità nella composizione inchioda il personaggio alla routine metropolitana di un dicembre qualsiasi. La sfocatura dello sfondo ne evidenzia la solitudine. Il contesto figurativo (cofano d’automobile, marciapiede) ne esalta l’ordinario anonimato.

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Bing Crosby is coming to town

Tra le tante fisime da christmasmaniaco, ci sono le canzoni natalizie.

In anni di inveterate ricerche, acquisti in bancarelle e via quisquigliando, ho messo insieme un repertorio che varia dal Coro dell’AntonianoMichael Bublè,  passando per interpretazioni insolite di Ramones, Muppets e Barry White.

Tanto si sa che un disco di classici natalizi non si nega a nessuno.

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