Archivi tag: tifo

Solo per una partita

In questi giorni qualche amico – sapendo della mia passione bianconera, in vista della finale di Cardiff, mi ricorda a mò di sfottò le tante finali perse dalla Juventus. E va bene così, ci sto.

Ma vi devo dire la verità?  Tra le tante finali perse, l’unico rimpianto che ho è per quella vinta con dolore esattamente 32 anni fa.

Quel dolore che non passa mai e che meriterebbe magari qualche pensiero in più anche da chi ha una “fede” calcistica diversa dalla nostra.

Perché quei 39 dello stadio Heysel prima che essere juventini, erano semplicemente appassionati di calcio. Partiti al mondo come tifosi e mai più tornati. Solo per una partita.

E poi ti racconterò di lui

Sai, cucciolo, quando sarai più grande è possibile che ti chieda perché il papà ogni tanto, guardando la tivvù o ascoltando la radio, strabuzzi gli occhi,  cacci urlacci  di dolore o sfoggi sorrisi da miracolato.

Spiegarti cosa vuol dire tifare sarebbe complicato.

Preferirei che tu lo scoprissi da solo, come è accaduto a me  tanti anni fa, quando scelsi una squadra con la maglia a righe bianche e nere che giocava allostadioComunalediTorino.

All’epoca allostadioComunalediTorino era per  me un posto mitico, imprecisato nel cosmo, come la Stella di Vega.

Vivevo in una famiglia di atei del Dio Pallone. Fui folgorato da una parata di Dino Zoff e scelsi, semplicemente, la squadra per cui giocava il portierone della Nazionale.

Non so se avrai la stessa libertà. Non so se resisterò ancora per molto alla tentazione di regalarti  una magliettina bianconera numerodieci a misura di lillipuziano.

Numerodieci perché con quella maglia ho visto giocare tanti grandi campioni: Boniperti, Platini, Baggio e un ragazzo che entrò in campo, un giorno, diciannove anni fa.

Continua a leggere E poi ti racconterò di lui

All’americana, all’italiana.

Dallo zaino cacciò il Super Santos. E iniziò la partita. Iniziò a sbattere il pallone sul muro dove era ancora tracciata la porta con la vernice.

Punizioni, dribbling, palleggi e poi bordate contro il muro. Nessuno in porta, nessuno in difesa, nessun centravanti. Da solo. All’americana.

Roberto Saviano, Super Santos, pali e capistazione

Io la notte che hanno cacciato la Juve in seriebì, ho dormito poco.

C’avevo un groppo in gola che manco te lo immagini. Ma, alla fine,  l’ho accettato.

Che in quella storia maledetta fossimo il Signor Malaussène  di turno forse è vero, come molti dicono, ma il “tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera” non l’ho trovata mai una spiegazione convincente, che si trattasse di Bettino Craxi o Luciano Moggi.

Comunque,  pensavo che dopo una amarezza così, non sarei riuscito più a guardare una partita di calcio con la stessa passionaccia. Mi sbagliavo.

Continua a leggere All’americana, all’italiana.

Amleto il gufo

Gufare o no gufare? This is the question per onesti tifosi juventini in serate come questa.

Sportivamente non è una bella cosa. Tecnicamente, qualcuno ha elencato almeno 10 buoni motivi per non farlo.

Umanamente, beh umanamente è un altro paio di maniche. Da un rapido giro di consultazioni nel nostro piccolo club di aficionados de la viella Senora, pare che staremo tutti lì sul trespolo stasera.

Che De Coubertin ci perdoni.