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Pikappa chi sei?

O chi eri, per la precisione.

Su Lo Spazio Bianco è già online, da qualche giorno, un lungo articolo dedicato a Paperinik, nella sua versione degli anni Novanta, quella in cui un manipolo di temerari (ma consapevoli) giovani autori Disney reinventò il personaggio, nato alla fine degli anni Sessanta come parodia del fumetto nero (Diabolik, Kriminal, etc.) in forma di autentico, e allo stesso tempo spassoso, supereroe contemporaneo.

Le serie dedicate a “Pikappa” rappresentano un riuscito tentativo di innovazione del fumetto italiano (e non solo disneyano). Per questo con Andrea Bramini ci è sembrato giusto riflettere sulle caratteristiche particolari di quel prodotto editoriale, approfittando della recente ristampa della Rizzoli/RCS.

E’ un articolo cui tengo parecchio, per vari motivi, e mi fa piacere che i primi riscontri siano tutti positivi.

Con un semplice sorriso

Tito Faraci ci racconta di una bella iniziativa del magazine Topolino, che ricorderà nel numero in edicola domani Sergio Bonelli con un’illustrazione di Silvia Ziche.

Il suo struggente Paperino versione Tex Willer mi ha fatto venire in mente un’altro improbabile e tenero Tex, quello versione bambino, disegnato qualche mese fa dalla mia vicina di blog, nonché brava illustratrice, Elisa Moriconi.

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L’alba dei tonti viventi

Il trailer del film su Dylan Dog supera ogni più nera aspettativa.

Sembra che abbiano messo in un frullatore Buffy, Per favore non mordermi sul collo e Cobra di Sylvester Stallone.

Questo non è l’indagatore dell’incubo, ma al massimo un incubo d’indagatore.  Tipo sognare “Dailan Dog” dopo che ti sei fatto un’overdose di peperonata a mezzanotte.

Certo, il trailer non fa il monaco. Ma i dubbi che avevo sono confermati.

A quanto pare, non sono l’unico .

Quelli che li leggono, quelli che li studiano

Mi capita di incontrare lettori di fumetti in contesti, come dire?, normali.

Semplicemente, sono a tavola con amici e amici di amici e uno di questi ultimi, parlando di sé, racconta di leggere fumetti fra le altre cose che gli piace fare. Li legge, cioè, senza essere fissato, senza frequentare siti o blog, senza farne un centro della propria vita.

È strano che a qualcuno questo possa sembrare strano. Persone così rappresentano la norma, non l’eccezione. I loro gusti tendono a rispecchiare l’effettiva diffusione dei fumetti.

Tito Faraci

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Il Uest di Tecs

Il West è l’ingenuità di un fanciullo.

E’ la realtà di un fanciullo. E mi sembra la cosa più sacrosanta da difendere.

Sergio Leone

Ho iniziato a leggere Tex Willer, anzi Tecs Uiller, a cinque anni.
Beh “leggere” è una parola grossa… Mi limitavo a guardare le figure ed immaginare il resto.

A volte, mio padre scorreva le vignette assieme a me ed arricchiva i disegni sulla pagina con improvvisazioni da rumorista: il nitrito dei cavalli al galoppo, gli echi delle “sputafuoco”. Una abilità derivata dai tanti pomeriggi che, lui stesso, da ragazzo aveva trascorso con Tex, acquattato sotto il libro d’algebra.

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Storie vere

Se vi raccontano una storia piena di coincidenze, conti che non tornano, personaggi incoerenti, trame non risolte e inutili ripetizioni… facile che sia una storia vera. La realtà non si preoccupa di essere credibile, verosimile. (È vera, punto e basta.) E il Fato è un narratore scadente, che non rispetta le regole.

Tito Faraci, sul suo blog

Quanto ha ragione Tito, in particolare quando leggi di fatti come questo, che a raccontarlo sembra un surreale episodio di Lost, invece è una tragedia reale, tristemente reale.

Le parole, gli applausi…

Una una cosa del genere dovrebbe indignarci tutti.

Ovviamente non è in discussione il valore documentale dell’iniziativa (anche se  saranno un centinaio di volte che sta’ roba torna in edicola), quanto – come sottolinea  Tito Faraci – il tono apologetico della campagna pubblicitaria.

A pensarci bene, bastava continuare, nel pay-off ,  l’elenco solo suggerito e tutto sarebbe rientrato nella giusta sede: le parole, gli applausi, il delitto Matteotti, le leggi razziali, i milioni di morti.

Se l’abito fa il topo

Quando, nel 1930, Gottfredson inizia a occuparsi del Topo, le comics strip giornaliere si sono diffuse sui quotidiani americani da oltre vent’anni, imponendo ritmi di racconto nuovi al medium fumetto…

Floyd Gottfredson e il formato della strip

Grazie agli amici de Lo Spazio Bianco, ho cercato di analizzare (dopo averne già parlato qui sul blog) lo splendido Mickey Mouse a strisce realizzato da Floyd Gottfredson e che oggi è possibile apprezzare nella bella ristampa settimanale, curata da Luca Boschi ed altri espertoni disneyani.

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